26/02/2010
Soprattutto a causa dei modelli estetici standardizzati che ci propongono i media quotidianamente, talvolta ci guardiamo allo specchio e il nostro corpo ci sembra del tutto inadeguato
: ci vediamo troppo grasse o, molto più raramente, troppo magre.
Fatti salvi alcuni principi di carattere generale – alimentarsi in modo vario e bilanciato e fare movimento tutti i giorni – l’importante è riuscire a "fare la pace" con il proprio aspetto fisico, imparando ad accettarsi.
Come? Ne parliamo con la Dott.ssa Augusta Pozzi, psicologa psicoterapeuta.
"Innanzitutto, prendiamo in considerazione i casi più estremi di disturbi alimentari: anoressia e bulimia.
Personalmente, sono del parere che queste due condizioni derivino da problemi con le proprie sfere emozionali e istintuali. Le anoressiche, per esempio, provano soddisfazione nel momento in cui riescono a controllare l’istinto della fame. Le persone bulimiche, invece, provano piacere quando riescono a riempire un vuoto di carattere emozionale attraverso il cibo".
"Passando a situazioni non patologiche, caratterizzate da una scarsa accettazione della propria immagine, il mio primo suggerimento è: rendiamoci conto che l'aspetto esteriore non è certo il valore più importante di ciascuno di noi. La nostra personalità, il nostro carattere, il modo in cui ci poniamo nei confronti del prossimo ci qualificano molto di più – e in modo molto più profondo – rispetto al nostro aspetto fisico".
"Ma c'è un altro fattore che ritengo fondamentale: dobbiamo capire che se non amiamo il nostro aspetto e quasi ne proviamo vergogna diventiamo noi stessi i nostri principali nemici. Per questo è essenziale imparare ad accettarsi, magari partendo proprio dalla valorizzazione dei nostri pregi estetici: un viso proporzionato, oppure una chioma lucente, oppure ancora uno sguardo intenso", conclude la Dott.ssa Pozzi.
L'approccio nei confronti del nostro aspetto fisico assume dunque un ruolo chiave: se impariamo a convivere più serenamente con le nostre imperfezioni fisiche, ne trarremo un sicuro vantaggio. Di ordine psicologico e, di conseguenza, anche di ordine estetico.