Il 33% dei giovani italiani non si dichiara sostenibile

Comunicati StampaMilano,giu 3, 2012

Lo dice uno studio interuniversitario guidato dall’Università Iulm di Milano finanziato nell’ambito del progetto Axía

In riferimento alla Giornata Mondiale dell'Ambiente istituita dall’ONU e celebrata ogni anno il 5 giugno in tutto il mondo, assumono particolare significato alcuni dati estrapolabili dalla ricerca: “I principi della sostenibilità, dai valori dichiarati al comportamento di consumo alimentare. Analisi del ruolo dei media nella costruzione e diffusione della rappresentazione sociale della sostenibilità” finanziata nell’ambito del progetto Axía, promosso dal gruppo Nestlé in Italia in collaborazione con CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), finalizzato a promuovere la ricerca scientifica per poi diffondere alla collettività i risultati ottenuti.

Lo studio, un’indagine quantitativa condotta nel 2011 dal gruppo di ricerca dell’Università IULM di Milano e coordinata dal prof. Vincenzo Russo (tra gli atenei coinvolti anche le Università di Palermo, di Catania e la Statale di Milano), ha permesso di indagare sui temi della sostenibilità con un campione di 1.000 soggetti, dai 18 ai 30 anni, su tutto il territorio nazionale.

I giovani italiani sono davvero sostenibili? Dalle risposte raccolte dalla somministrazione di una batteria di domande tesa a scoprire le loro abitudini rispetto a comportamenti più o meno sostenibili (ogni quanto compi una determinata azione?), si è rilevato che più del 50% del campione ha un profilo non ben definito, con ragazzi che compiono sempre alcune azioni giudicate sostenibili, mentre non ne compiono mai altre. Il 33%, inoltre, non si dichiara sostenibile (punteggio da 1 a 5), contro un 23% del campione che ritiene invece di essere molto sostenibile (punteggio da 8 a 10). Una fascia consistente di giovani si comporta in maniera non sostenibile (il 19% butta spesso la spazzatura tutta nello stesso sacco, il 20% acquista raramente prodotti locali).

Ma quindi cosa vuol dire per i giovani sostenibilità? Principalmente emerge che la sostenibilità si lega principalmente alla tutela della natura (58%), ma non solo. Il concetto comprende diverse dimensioni, che vengono in misura diversa riconosciute dai soggetti, anche dai più giovani. Quindi sostenibilità è anche futuro (35%), genuinità (33%), buon senso (26%) e rispetto dell’uomo (24%). E’ curioso come non sia altruismo (9%) o amore (7%). Tutelare la natura, per i giovani, non vuol dire solo tutelare il futuro degli altri e per gli altri, ma prima di tutto il proprio.

Si è anche rilevato, di contro, come alcuni comportamenti, raccolta differenziata (88%), risparmio dell’energia elettrica (91%), acquisto di prodotti locali (80%), consumo di cibi biologici (56%), sia entrato a far parte della normale routine nella maggior parte dei ragazzi dai 18 ai 30 anni (le percentuali si riferiscono ad almeno 1/2 volte a settimana. Le percentuali su almeno 3/4 volte a settimana sono rispettivamente 75% 82% 45% 33%).

IL PROGETTO AXĺA
La ricerca è una delle quattro selezionate finanziate nell’ambito del progetto Axía, promosso dal gruppo Nestlé in Italia in collaborazione con CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) e finalizzato a promuovere la ricerca scientifica per poi diffondere alla collettività i risultati ottenuti. Axía ha dimostrato che è possibile realizzare un progetto di responsabilità sociale e di comunicazione sostenibile che crei valore e opportunità per Imprese, Università, Società Civile. Ha anche reso possibile a decine di giovani docenti, ricercatori e dottorandi (selezionati in base a meriti, titoli e attitudini) di sviluppare progetti innovativi negli ambiti dell’alimentazione e della sostenibilità.

Per ulteriori informazioni:
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