Campagna Greenpeace su Nestlé e olio di palma

Comunicati StampaMilano,apr 15, 2010

In relazione alla campagna di Greenpeace contro l’utilizzo dell’olio di palma, Nestlé tiene a precisare che impiega l’olio di guscio di palma esclusivamente per alcuni prodotti dolciari e lattiero – caseari, per un consumo totale pari al solo 0,7% (ovvero circa 320mila tons) di tutta la produzione globale, che invece ammonta a circa 42 milioni di tonnellate, di cui circa 19 milioni prodotte in Indonesia.

Nestlé è seriamente preoccupata per la deforestazione in Indonesia e in tutti gli altri Paesi: per questo supporta una moratoria sulla distruzione delle foreste pluviali.

Nestlé crede, infatti, che la deforestazione delle foreste pluviali rappresenti oggi una delle minacce ambientali più serie presenti a livello globale. È stato stimato che la distruzione delle foreste pluviali contribuisca per un 20% alle emissioni di gas serra in tutto il mondo – una cifra superiore alla quantità di gas serra emessa dall’intero settore dei trasporti. E il crescente utilizzo di biocarburanti rappresenta un ulteriore importante fattore che contribuisce alla distruzione delle foreste, e che l'azienda ha già vigorosamente condannato in passato.

Nestlé si oppone alla deforestazione non solamente in Indonesia, ma anche in tutte le altre parti del mondo. Per questo si è unita ad altri per chiedere una moratoria sulla deforestazione delle foreste pluviali tropicali.

L'azienda cerca di lavorare su questo importante tema con tutti gli attori interessati e parteciperà, insieme a diverse società e alla stessa Greenpeace, alla "Coalition on Palm oil" (Coalizione per l'olio di palma), così come sta facendo in diversi Paesi in Asia.

Ad ogni modo, Nestlé continua a ritenere che tutti i fattori che possono avere impatto sulla deforestazione debbano essere messi insieme allo stesso tavolo, non solamente la questione dell’olio di palma, e rinnova la proposta di creare un’alleanza che unisca tutti gli attori più importanti che operano nei settori del legno, della produzione della carta, dei biocarburanti, della soia, della protezione degli animali, finanziario e nelle istituzioni, un’alleanza che possa supportare realmente una moratoria sulla deforestazione delle foreste pluviali.

Per quanto riguarda l’olio di palma, Nestlé ha fatto i seguenti passi:

  • ha interrotto tutti i rifornimenti di olio di palma dalla società Sinar Mas. Continuerà in questa direzione fino a quando continueranno a sussistere comprovate testimonianze di distruzione della foresta pluviale da parte di tale società. In passato l’olio di palma acquistato da Sinar Mas è stato utilizzato solamente nei siti produttivi in Indonesia, ma ora sono stati identificati nuovi fornitori dai quali acquistare l’olio di palma.
  • Ha scritto ai propri fornitori di olio di palma, compresa Cargill, per spiegare chiaramente che non tollererà la presenza di olio di palma non sostenibile tra quello acquistato. Ha inoltre ricordato loro che il nostro Codice per Fornitori Nestlé prevede la cancellazione dalla lista delle aziende fornitrici qualora dovesse persistere la presenza di olio non sostenibile tra le loro forniture. Ha sottolineato loro molto chiaramente che si aspetta ora urgentemente una loro azione in tal senso.
  • È diventata membro attivo della Roundtable on Sustainable Palm Oil, non solamente nelle fasi di discussione, ma anche attraverso la promozione di azioni direttamente sul campo.
  • Si è impegnata nell’utilizzare esclusivamente "Certified Sustainable Palm Oil" dal 2015 e sta lavorando con i fornitori di olio di palma certificato per aumentarne fin da ora la disponibilità.
  • Sta facendo notevoli progressi nell’ambito dell'olio di palma certificato e sta procedendo ancor più rapidamente: siamo arrivati, per gli acquisti effettuati nel 2010, ad una copertura del 18% di olio di palma certificato acquistato e ci si aspetta di arrivare al 50% entro la fine del 2011. Nestlé ricorda comunque che l’olio di palma non è una materia prima di grande peso nella produzione dei propri prodotti e che ne acquista circa 320mila tonnellate, quantità pari a circa lo 0,7% di tutta la produzione mondiale.

Per quanto riguarda invece il packaging realizzato con carta e materiali prodotti da Asian Pulp and Paper, Nestlé non acquista nessun prodotto da questa società. È inoltre impegnata per eliminare dalla propria catena di fornitura qualsiasi packaging che possa contenere tracce di carta proveniente dalla deforestazione delle foreste pluviali.

Nestlé continua ad impegnarsi per eliminare la deforestazione delle foreste pluviali ed è interessata a collaborare con coloro che perseguono questo importante obiettivo: non basta infatti l'impegno della sola Nestlé per poterlo raggiungere.
Questo è parte integrante dell’impegno Nestlé per la creazione di valore condiviso, che significa costruire il business in modo tale da creare valore sia per i propri azionisti che per la società, compreso l’ambiente.

Per ulteriori informazioni:
Manuela Kron
Direttore Corporate Affairs Gruppo Nestlé in Italia
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Edoardo Grandi
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