IV Edizione Osservatorio Nestlé - Fondazione Adi sugli stili di vita

Comunicati StampaFirenze,nov 7, 2012

Primi segnali in controtendenza: diminuisce il peso degli adulti attivi, si pratica più sport e non si saltano i pasti. Effetto crisi su quantità e sprechi.

Sono stati presentati oggi, in occasione del XV Corso Nazionale ADI - Associazione di Dietetica e Nutrizione clinica, in corso a Firenze, i dati della IV edizione dell’Osservatorio Nestlé - Fondazione ADI. Lo studio, che rappresenta una delle più complete analisi sulle abitudini alimentari e sullo stato di forma fisica della popolazione italiana, in questa edizione ha raggiunto quasi 10 mila partecipanti, per un totale di oltre 35 mila interviste in 4 anni.

Osservatorio ADILa buona notizia
Per il 1° anno emerge un trend positivo che rende merito alle molte campagne di sensibilizzazione: in crescita la percentuale di coloro che risultano normopeso, oggi al 54,2% del campione rispetto al 51% del 2010 e al 53% del 2011. Ancora alta la percentuale in sovrappeso o obesità (43,4%) ma comunque in calo rispetto al 46% del 2010 e al 44% del 2011. Cala anche la percentuale del campione in sottopeso oggi al 2,4%.

Una fotografia che si può definire incoraggiante se correlata anche ai dati relativi allo stile di vita degli italiani: è diminuita la percentuale di coloro che affermano di fare vita sedentaria, dal 37% al 35%, al contempo sono aumentate le persone che dichiarano di svolgere attività fisica, sia regolarmente (15% rispetto al 13% dello scorso anno) sia quando possibile, con lunghe camminate o cercando di muoversi a piedi (33% rispetto al 30% dello scorso anno). Tuttavia le donne si confermano essere, in generale, più pigre degli uomini, praticando sport soltanto il 24% contro il 40% degli uomini.

A testimoniare il trend positivo è anche la maggior consapevolezza dell’importanza di alcune buone abitudini a tavola: aumentano coloro che seguono la “regola dei 5 pasti”, in particolare tra gli under 45 e le donne (4 su 10 fanno lo spuntino al mattino e 5 su 10 al pomeriggio).

In parallelo si registra anche una lieve diminuzione della percentuale di persone che non saltano mai o quasi mai i pasti, oggi al 74% rispetto al 72% del 2011. E sale anche dal 36% al 44% la percentuale di coloro che prestano attenzione alle calorie, in particolar tra le donne e gli over 35 che, infatti, dichiarano di leggere ‘sempre’ o ‘spesso’ il contenuto calorico degli alimenti.
“Coloro che fanno i pasti principali e gli spuntini risultano in misura maggiore essere normopeso (con una media del 48% che dichiara di fare almeno 4 pasti): questo indica come sia importante imparare uno stile alimentare che non sacrifichi alcun alimento ma che valuti ogni apporto calorico e nutritivo nel quadro della dieta complessiva giornaliera” commenta il dottor Fatati, presidente della Fondazione ADI e coordinatore dell’Osservatorio Nestlé-Fondazione ADI.

Tuttavia, persistono abitudini scorrette: ancora oggi il 36% del campione non vive i pasti come un momento di convivialità e 3 italiani su 4 mangiano davanti alla televisione, soprattutto i giovani tra i 18 e i 34 anni (80%).
“Uno dei punti su cui bisogna lavorare in maniera sinergica è proprio il concetto di convivialità. Le colazioni sprint della durata inferiore ai 15 minuti come i pranzi e le cene monoporzione sono molto frequenti. Dall’indagine emerge, ad esempio, che per molti il consumo di pizza rappresenta nel fine settimana un’occasione di socialità ma, in verità, la pizza, per quanto buona e nutriente, rappresenta troppo spesso un piatto dal consumo veloce. É dunque tutta da costruire la valenza della convivialità e del momento della tavola, da intendersi come atto che richiede tempo e che attribuisce valore ai cibi e al nutrimento come relazione positiva e premessa di benessere personale e collettivo” aggiunge il dottor Fatati.

LA METODOLOGIA
La quarta edizione dell’Osservatorio Nestlé-Fondazione ADI ha visto coinvolto un campione rappresentativo della popolazione italiana per sesso, età, area geografica e ampiezza del centro della popolazione di 800 individui intervistati telefonicamente. Il questionario inoltre è stato compilato online da circa 10.000 persone che hanno offerto una fotografia esatta dello stato di salute del paese.

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