Nasce il progetto Axía

Comunicati StampaMilano,apr 21, 2009

Promosso da CRUI (Conferenza dei Rettori delle università Italiane) e da Nestlé, il progetto promuove un innovativo approccio alla ricerca universitaria, basato sul concetto di sistema e sulla volontà di restituire nuovo sapere alla collettività.

Da sempre, dall’Accademia Platonica ai più moderni Campus, il ruolo delle Università si identifica nella produzione e nella diffusione dei saperi con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo sociale, economico e civile. Oggi però, rispetto al passato, al sistema accademico si chiede sempre più spesso un supporto concreto nel produrre innovazione, nel trasformare il sapere in opere, nel concretizzare le conoscenze per generare sviluppo in sinergia col mondo del lavoro.

Nasce sulla base di queste premesse il progetto Axía, promosso da CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) e dal Gruppo Nestlé in Italia che dà avvio ad una collaborazione del tutto innovativa tra attività di ricerca scientifica e mondo produttivo in chiave di responsabilità sociale.
Il nome dato al progetto non è casuale: Axía è il termine che in greco classico identifica il 'valore'.

Il progetto mira infatti a diffondere valore e sapere alla collettività fornendo una fotografia aggiornata e dettagliata delle nuove frontiere della ricerca in tre specifici ambiti: alimentazione, sviluppo sostenibile, multiculturalità. Un vero e proprio censimento iniziato un anno fa con uno studio di fattibilità voluto da Nestlé e CRUI, condotto dall’Università IULM di Milano e dalla Federico II di Napoli e presentato oggi alla stampa, con l’intento di restituire alla comunità un patrimonio di dati preziosi, da cui istituzioni e business community possano attingere per sostenere future iniziative di ricerca nei campi analizzati. Per la prima volta in Italia un’azienda supera i tradizionali canali di finanziamento alla ricerca per creare un legame fra il mondo dell’impresa e il sistema accademico. Con un investimento già allocato di oltre un milione di euro, Nestlé, infatti, non solo permette operatività a quattro progetti, fra quelli raccolti, coerenti con le priorità strategiche del Gruppo in area scientifica e di valore condiviso ma, attraverso una pubblicazione, divulga ad ampio raggio i risultati di questo corposo lavoro di mappatura rendendoli pubblici e accessibili a tutti.

“Conosciamo bene il valore delle ricerca come leva strategica per la competitività sui mercati: Nestlé investe ogni anno in Ricerca e Sviluppo più di ogni azienda alimentare al mondo. Con il progetto Axía, però, siamo convinti di aprire una nuova strada per il supporto alla ricerca universitaria del Paese. Cambia l’ottica di riferimento: a beneficiare dei risultati di una ricerca non sono più solo le aziende o gli enti sostenitori, ma l’intero sistema.” sottolinea Manuel Andrés, Capo Mercato del Gruppo Nestlé Italia. “In questo modo Nestlé avvia un percorso che mi auguro possa, in prossimo futuro, essere seguito anche da altre aziende desiderose di investire nella ricerca universitaria con l’intento di creare valore per l’uomo e per l’ambiente in cui esso vive.”

Nei mesi scorsi il mondo accademico è stato chiamato all'appello per presentare progetti di ricerca riconducibili ad una delle tre aree evidenziate. Il riscontro è stato estremamente positivo, basti pensare che sono stati ben 31 gli Atenei italiani che hanno risposto alla chiamata (call for ideas) e circa 500 i docenti coinvolti. Complessivamente sono pervenuti 117 progetti di ricerca (71 di essi rientrano nell'ambito alimentazione, 23 in quello dello sviluppo sostenibile, 23 in quello della multiculturalità).

“D’altro canto, il fenomeno della fuga dei cervelli, in più occasioni additato fra i fattori maggiormente responsabili della perdita di competitività del nostro Paese, “derubato” delle sue menti più brillanti da parte di partner internazionali in grado di offrire a studenti e ricercatori condizioni di lavoro e carriere più allettanti, può essere letto con una prospettiva ribaltata. Il semplice fatto che laureati e scienziati italiani “in cerca di autore” vengano così rapidamente assorbiti all’estero rappresenta una prova tangibile del valore intrinseco dei nostri percorsi di formazione e di avviamento alla ricerca.” dichiara il professor Enrico Decleva, Presidente della CRUI.

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