La Nutrigenomica applicata agli animali da compagnia

11 Dicembre 2008

La mappatura del genoma canino – ovvero la scoperta dell’esatta sequenza dei geni del cane - ha fornito un contributo fondamentale all’applicazione della nutrigenomica nel petfood.

Si tratta di uno dei settori più all’avanguardia in campo nutrizionale, ovvero della scienza che studia le interazioni tra il patrimonio genetico individuale e i nutrienti, indagando le motivazioni alla base delle differenti reazioni dei singoli individui in seguito all’assunzione dello stesso alimento.
Uno degli esempi più interessanti è la sua applicazione nel trattamento dell’osteoartrosi, un’affezione che colpisce il 20% dei cani adulti e ha un’incidenza ancora superiore nei soggetti anziani.

Questi affascinanti argomenti sono stati oggetto di un interessante dibattito alla 14° edizione del “Nestlé Purina Nutrition Forum” - dal titolo “Modelli di cambiamento nella nutrizione” - che si è tenuto a St. Louis (USA) ad ottobre 2008.
Il Forum ha posto l’accento su un nuovo modello di nutrizione fondato proprio sulla nutrigenomica. Da un paradigma fondato sull’individuazione dei nutrienti e del fabbisogno minimo necessario per il sostentamento, si è passati alla definizione di un’alimentazione ottimale basata sul fenotipo, per arrivare oggi ad una ricerca relativa all’interazione tra gli alimenti e i geni dell’organismo in ottica di prevenzione e cura di alcune malattie degli animali da compagnia.
Una sana alimentazione è fondamentale per la salute e il benessere di persone e animali. Non tutti gli individui rispondono però in modo identico agli stessi cibi.
E’ assodato che gli alimenti sono in grado di regolare il corretto funzionamento dei geni, influenzando quindi il metabolismo e, di conseguenza, lo stato generale di salute. La nutrigenomica contribuisce alla salute e al benessere attraverso lo studio di una nutrizione “personalizzata” - che soddisfi cioè le specifiche esigenze individuali - avvalendosi anche della ricerca molecolare utile alla formulazione di cibi “funzionali”, in grado di prevenire o attenuare i sintomi di determinate malattie.

Secondo il Dr. John Milner del National Cancer Institute “è indubbio che comprendere gli elementi basilari dell’alimentazione e il modo in cui si rapportano al metabolismo cellulare e molecolare non è un lusso ma è fondamentale per una corretta gestione dell’alimentazione”.
“Lo sviluppo della nutrigenomica e l’applicazione di tali conoscenze consentirà di mettere a punto strategie per conservare la salute e migliorare le cure mediche per patologie croniche sia negli esseri umani che negli animali domestici”, ha affermato Jim Kaput, della Divisione di Nutrizione e Medicina Personalizzata della FDA (Food and Drug Administration).

Dato che gli animali da compagnia possono soffrire delle stesse malattie che colpiscono l’uomo, la ricerca di strategie in grado di ridurre il livello di rischio negli animali domestici è funzionale anche alla ricerca per l’essere umano.

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