Il nostro cervello riconosce i cibi grassi in meno di 200 millesimi di secondo

02 Aprile 2009

Il cervello umano è in grado di stimare il contenuto di energia e di grassi presente negli alimenti semplicemente osservandoli.

E’ questo il sorprendente risultato di uno studio, pubblicato a febbraio su Neuroimage, che ha visto la collaborazione del Centre Hospitalier Universitaire Vaudois (CHUV), dell’Università di Losanna, del Centre d’Imagerie Biomédicale (CIBM) e del Nestlé Research Centre di Losanna.

Lo studio richiedeva ad un campione di adulti sani di distinguere le immagini raffiguranti alimenti da quelle raffiguranti soggetti di altra natura, mentre la loro attività cerebrale veniva misurata con un elettroencefalogramma.
Senza che i soggetti ne fossero informati, le immagini degli alimenti erano state in precedenza suddivise in 2 categorie: da una parte le raffigurazioni di alimenti ad alto contenuto di grassi e dall’altra le immagini di alimenti “light”.

Meno di 200 millesimi di secondo: è questo il tempo impiegato dal cervello umano, dopo la visualizzazione delle immagini, per distinguere i cibi grassi dai light.
I risultati dell’elettroencefalogramma dimostrano che le regioni cerebrali tipicamente associate al processo decisionale e al senso di ricompensa rispondono più prontamente agli alimenti ad alto contenuto di grassi, piuttosto che a quelli a basso contenuto.
Questo significa che elementi percepiti come “appaganti”, (come l’energia e i grassi contenuti nei cibi), sono trattati rapidamente e in parallelo con le regioni del cervello coinvolte nella categorizzazione e nel processo decisionale.

Le conoscenze acquisite attraverso questo studio condurranno ad una migliore comprensione del processo decisionale umano relativo alla valutazione e alla scelta del cibo.

“La collaborazione fra questi importanti istituti di ricerca offre una grande opportunità per studiare i meccanismi cerebrali coinvolti nei meccanismi di percezione e scelta del cibo,” sostiene Micah M. Murray, neuroscienziato del CHUV a capo del progetto. “Per la prima volta, grazie a questo studio, è stato possibile indagare questi processi sull’uomo e comprendere quando e in quali regioni del cervello si prendono le decisioni legate al cibo.”

“E’ stato molto interessante scoprire che il cervello di un individuo adulto può stimare il contenuto di grassi di un determinato alimento basandosi su una semplice informazione visiva e che tale processo si svolge in meno di 200 millesimi di secondo. Questi risultati ci aiuteranno a capire in che modo gli individui analizzano e interpretano il valore nutrizionale del cibo”, conclude Julie Hudry, ricercatrice del Nestlé Research Centre.

Nestlé Nutrition Health & Wellness informa “Scoperte scientifiche correlate ai processi decisionali in campo alimentare sono, oggi più che mai, significative, - commenta Bianca Vecchio, Market Nutritionist Nestlé Italiana - a fronte di una situazione che vede un numero sempre crescente di persone desideroso di imparare a compiere scelte alimentari consapevoli orientate al benessere.”

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