Crescita economica e salute: un nuovo paradigma?

07 Gennaio 2010

Il concetto di nutrizione, oggi, porta con sè una sfida che coinvolge governi, imprese, associazioni non governative, cittadini.

Diversi paesi si trovano ad affrontare il problema della “doppia malnutrizione”, ovvero la coesistenza della denutrizione e dell’ipernutrizione nello stesso gruppo di popolazione. Addirittura all’interno dello stesso individuo.
Mentre al mondo ancora più di 800 milioni di persone soffrono la fame, si assiste ad un incremento dell’obesità, una vera e propria epidemia che sta colpendo indistintamente paesi ricchi e paesi in via di sviluppo: 1 miliardo di adulti al mondo è sovrappeso e, di questi, 300 milioni sono obesi.

Ma come fornire risposte concrete? È oggi opinione comune che solo un pensiero sistemico, che tenga insieme diverse aree culturali possa essere vincente. Un pensiero che percorra strade fino ad ora mai frequentate. Un pensiero che sia in grado di ribaltare i tradizionali rapporti di causalità.

Il raLa relaLa La relazione tra salute e crescita economica, per esempio, è stata sempre tradizionalmente interpretata come un legame molto semplice e unilaterale: la crescita economica promuove la salute attraverso la creazione di infrastrutture sanitarie, l’offerta di una migliore nutrizione e di un migliore accesso a servizi di alta qualità.

Recenti ricerche hanno però dimostrato che un buon livello nello stato di salute e della nutrizione non è solo un "prodotto", ma è anche una "condizione" per una crescita economica sostenibile, contribuendo infatti a ridurre la povertà, ad aumentare la produttività del lavoro e a migliorare le performance educative.

E’ stato calcolato che la riduzione dei tassi di mortalità in USA dal 1970 al 2000 ha prodotto un beneficio economico alla popolazione degli USA nel 2000 pari a circa 3.200 miliardi di dollari l’anno. L’aumento della longevità ha comportato un aumento della produzione (in termini di maggiori ore di lavoro disponibili) che varia dal 10 al 50% a seconda del periodo in cui tale calcolo è effettuato. Nel caso specifico del trattamento per malattie cardiovascolari, ogni dollaro speso in cure produce un guadagno pari a 7 dollari grazie all’allungamento della vita. Se poi il denaro è investito in ricerche che studiano in che modo gli input comportamentali (quale lo stile di vita) influiscono sull’insorgere e sul progredire delle malattie, il ritorno è nettamente superiore e, sempre nel caso del cardiovascolare, può arrivare a 100 dollari per dollaro investito.

Per quanto riguarda l’Europa, ha avuto una grande importanza il Rapporto pubblicato nel 2005 dalla DG per la salute e la tutela dei consumatori dell’UE, in cui viene esplicitamente riconosciuto il ruolo degli “investimenti sanitari” come uno dei principali driver di una crescita economica prolungata (Suhrcke et Al., 2005).

La tematica della relazione tra salute e sviluppo economico è stata trattata durante il sesto Nestlé International Nutrition Symposium tenutosi il 22 e il 23 ottobre 2009, presso il Nestlé Research Centre di Losanna: il Professor Julio Frenk, dell’Università di Harvard, uno tra i numerosi scienziati di fama mondiale che hanno partecipato al Simposio, ha approfondito questo tema tramite un intervento dal titolo "Health, the Economy and Public Policy"(l’intervento completo è disponibile al link on-demand webcast and abstracts).

I dati presentati da Frenk nel corso del simposio, prodotti dalla Commission on Macroeconomics and Health, hanno confermato che esiste una corrispondenza oggettiva tra il livello di salute e benessere di una popolazione e i fondamentali di crescita economica.

Il report di questa commissione ha dimostrato che un 10% di incremento nell’aspettativa di vita alla nascita è associato ad una crescita economica annua dello 0.3% - 0.4%.
A livello globale un investimento cumulativo di 66 miliardi di dollari entro il 2015 produrrebbe un ritorno economico di 360 miliardi di dollari.
Queste scoperte hanno contribuito ad un recente aumento degli investimenti nell’area salute e nutrizione: a livello internazionale si è passati da un investimento di 10 miliardi di dollari nel 2000 a uno di 21,8 miliardi di dollari nel 2007.

Al di là degli investimenti, la parola chiave proposta da Julio Frenk per la soluzione delle problematiche relative alla nutrizione nel XXI secolo è “conoscenza", che potrà agire su diversi livelli:

 

  • costruendo le basi per lo sviluppo di nuove tecnologie, per dare vita ad esempio a nuove metodologie diagnostiche, a vaccini ecc;
  • diventando patrimonio delle persone e andando così a modificare i comportamenti dei singoli individui all’interno della società (comportamenti sessuali a rischio, cura dell’igiene ecc)
  • fornendo infine il fondamento scientifico alla base di decisioni sia nella fornitura di servizi sia nella formulazione delle decisioni pubbliche.

 

In sintesi, quindi, per affrontare le sfide del 21° secolo in quest’ambito saranno necessari "non solo più denaro per la salute ma anche più salute per il denaro."

La visione esposta da Julio Frenk è condivisa da Nestlé, azienda leader a livello mondiale in Nutrizione, Salute e Benessere. L’estesa rete di centri di Ricerca e Sviluppo Nestlé - 28 centri a livello globale - fornisce soluzioni utili ad offrire ai consumatori importanti benefici per la salute. In questo modo, la rete di Ricerca e Sviluppo di Nestlé contribuisce a creare valore attraverso la nutrizione, non solo per l’azienda ma anche per i consumatori.

Tale principio, che guida la strategia aziendale di Nestlé, prende il nome di Creazione di Valore Condiviso.
Creare Valore Condiviso significa assicurare all’azienda un successo a lungo termine, creando valore non solo per gli azionisti, ma anche per la società in cui si opera. L’impegno di Nestlé si focalizza su tre aree specifiche – nutrizione, acqua e sviluppo rurale – fondamentali sia per il successo economico, sia per fornire risposte che provengono dalla società. Delle tre aree, la nutrizione è per Nestlé quella principale, attraverso la quale crea valore per gli azionisti e per la società, offrendo prodotti ad alto valore nutritivo in grado di proteggere e migliorare la salute dei consumatori.

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