Newsletter Nutrition, Health and Wellness - Archivio 2014

  • Dicembre 2014

Il segreto del metabolismo nascosto in un enzima. Dal Centro Ricerca Nestlé si aprono nuove frontiere nel mondo alimentare (pdf, 940kb)

Si chiama AMPK ed è il composto chiave che sblocca, regola e stimola il metabolismo del corpo umano. Lo ha scoperto il Nestlé Institute of Health Sciences (NIHS), che ha pubblicato un apposito studio su Chemistry & Biology. Secondo gli esperti, dai risultati della ricerca si potrebbe arrivare a produrre cibi e prodotti nutrizionali in grado di emulare gli effetti dell'attività fisica sul metabolismo, contribuendo al mantenimento di un sano bilancio energetico e all'equilibrio tra i nutrienti assunti con quelli consumati o immagazzinati. La scoperta del Nestlé Institute of Health Sciences potrebbe rappresentare una rivoluzione a beneficio di coloro che hanno difficoltà a rimanere attivi a causa del modo di vivere, dell’età avanzata, di malattia o disabilità. Potrebbe inoltre condurre allo sviluppo di prodotti mirati ad aiutare coloro che soffrono di problemi metabolici come l’obesità e le malattie metaboliche croniche. Che gli italiani non siano riconosciuti come un popolo di sportivi è cosa nota, ma che solo il 18% pratica uno sport con regolarità è verità sorprendente: a rivelarlo i dati dell’Osservatorio Nestlé – Fondazione ADI.

  • Novembre 2014

La ricerca scientifica dimostra come i genitori possano influenzare il regime alimentare dei figli (pdf, 971kb)

Uno studio pubblicato sull’International Journal of Behavioral Nutrition and Physical Activity ha dimostrato come il cambiamento delle abitudini alimentari della famiglia abbia un’influenza positiva anche sul regime alimentare dei bambini, in particolare per quanto riguarda il consumo di alimenti ad alto contenuto di grassi saturi. Va ancora più nel dettaglio il programma lanciato dall’Università di Newcastle per la prevenzione dell’obesità di bambini e adulti: i ricercatori coinvolti nell’indagine hanno mappato gli effetti e hanno scoperto che i padri hanno maggiore influenza delle madri nel determinare il miglioramento dello stile di vita dei propri bambini. Ma cosa mangiano i bambini nell’arco di una settimana? I dati dell’Osservatorio Nutrikid Nestlé, giunto alla 4° edizione, hanno fotografato le abitudini alimentari e gli stili di vita di oltre 11mila bambini. Un’evidenza importante riguarda la prima colazione: più di 9 bambini su 10 fanno la prima colazione (il 93% rispetto all’87% della scorsa edizione) e sono in aumento anche coloro che hanno imparato a spezzare l’appetito con gli spuntini, sia al mattino (81%) sia al pomeriggio (85%), rispettando così la regola dei 5 pasti, preziosa alleata di un’alimentazione sana ed equilibrata.

  • Ottobre 2014

Tra dolce e salato, l’attrazione trasversale di adulti e bambini. Nuovi studi per capirla e controllarla. (pdf, 990kb)

Da uno studio svolto dal Monell Chemical Senses Center di Philadelphia è emerso che i bambini che preferiscono cibi con un’elevata quantità di zuccheri sono portati a scegliere anche alimenti con un alto tasso di sale. L’indagine, condotta su un gruppo di bambini di etnie diverse di età compresa tra i 5 e i 10 anni, ha messo in evidenza come le due preferenze di gusto siano correlate e si richiamino a vicenda. In particolare, il livello di appagamento dei più piccoli si è dimostrato più difficile da raggiungere rispetto a quello degli adulti. Questi studi correlati al gusto e ai meccanismi che regolano gli impulsi cerebrali sono fondamentali al fine di costruire dei modelli alimentari sempre più personalizzati sui bisogni dei consumatori. Un altro studio realizzato dalla Columbia University e pubblicato su Psychological Science, ha rivelato come gli stimoli legati al desiderio di cibo siano più forti nei bambini rispetto agli adolescenti e agli adulti ma, allo stesso tempo, siano anche più facili da gestire. Se è vero che i bambini sono i più attratti dagli alimenti gustosi, è vero anche che sono i soggetti più controllabili e “più ligi alle regole”, anche rispetto ai genitori che li educano in tal senso: una fotografia interessante delle abitudini alimentari delle famiglie italiane arriva dalla VI edizione dell’Osservatorio Nestlé - Fondazione ADI che quest’anno ha ampliato il suo campione di indagine, andando ad analizzare anche i comportamenti dei ragazzi a tavola a partire dai 13 anni.

  • Settembre 2014

Dalla masticazione alla nuova composizione dei cibi: il futuro dell'alimentazione passa attraverso la scomposizione (pdf, 864kb)

La nuova frontiera dell’innovazione alimentare consisterebbe nel creare un alimento con la minore dispersione di sostanze possibili: questo è quanto emerso da uno studio coordinato dal Dr. Simon Harrison del CSIRO, l’ente di ricerca del governo australiano. I ricercatori intendono raggiungere un risultato che sia rivoluzionario non solo per la scienza ma anche per l’industria alimentare a beneficio della corretta alimentazione e della salute della persona: poter ridurre le quantità di elementi da tenere sotto controllo come lo zucchero e i grassi, presenti nei cibi ed aggiungere in sostituzione degli elementi benefici per l’organismo come le fibre.
Oltre a rivoluzionare la composizione dei cibi grazie ai nuovi studi, è fondamentale studiare il collegamento tra le diverse sostanze assunte e l’effetto che hanno sul nostro organismo: un recente studio condotto dall’Università di Auckland ha rivelato infatti, come l’assunzione di carboidrati sia direttamente collegata all’attivazione delle aree cerebrali che controllano la vista e il movimento. Risulta quindi importante capire quanto “input” e “output” siano bilanciati nelle abitudini quotidiane. Stando ai risultati dell’Osservatorio Nestlé — Fondazione ADI, per gran parte degli italiani questo equilibrio è ancora molto lontano, tant’è vero che il 41% dichiara di eccedere spesso nell’assunzione di pane e pasta, lasciandosi andare a porzioni più abbondanti di quelle suggerite.

  • Agosto 2014

Le influenze sulle porzioni dei nostri bambini (pdf, 916kb)

Avere a disposizione tanto cibo e avere dei genitori "generosi" con le porzioni induce a mangiare di più del normale. Questo è quanto emerge da due nuove ricerche che dimostrano le influenze di alcuni fattori esterni legati all’alimentazione sulle porzioni di cibo che i bambini assumono a tavola. In generale sembra che gli italiani non prestino molta attenzione alla quantità dei cibi e alle porzioni dei piatti; gli ultimi risultati dell'indagine realizzata dall'Osservatorio Nestlé Fondazione ADI sugli stili di vita mostrano, infatti, che solo il 56% degli intervistati dichiara di essere sempre o spesso attento alle quantità ingerite.

  • Luglio 2014

La vista e l'olfatto guidano le scelte alimentari (pdf, 852kb)

Un esperimento "base" che i ricercatori svolgono costantemente al Centro di Ricerca a Vevey, conferma l'influenza della vista nella percezione del gusto. In particolare, ai bambini coinvolti nello studio viene chiesto di assaggiare le sostanze da analizzare, proponendole successivamente in bicchieri di colori diversi. La loro valutazione attribuisce costantemente un sapore diverso anche alla stessa sostanza a seconda che sia posta in un bicchiere di colore rosso o giallo. Ma la vista non è l'unico senso a determinare la percezione del gusto, secondo alcuni studi, infatti, l'olfatto nel rapporto tra cibo e sensi risulterebbe ancora più decisivo.

  • Giugno 2014

L'attività sportiva può favorire la scelta di cibi sani (pdf, 777kb)

L’attività sportiva può favorire la scelta di cibi sani. Un recente studio, pubblicato dall’American Journal of Clinical Nutrition, mette in luce il legame tra l’attività fisica e la scelta di cibi considerati particolarmente salutari. I ricercatori del Rowett Institute of Nutrition and Health dell’Università di Aberdeen, in Gran Bretagna, per esaminare tale relazione, si sono concentrati sulla reazione di una particolare area del cervello, la corteccia insulare, di fronte ad alimenti ad alto e basso contenuto calorico dopo un periodo di esercizio fisico intenso. Segnali incoraggianti in merito all’attività sportiva da parte degli italiani giungono anche dagli ultimi dati pubblicati dall’Osservatorio Nestlé - Fondazione ADI, secondo i quali nell’ultimo anno la sedentarietà sarebbe diminuita del 4%, (passando dal 35% al 31%).

  • Maggio 2014

Frutta e verdura sinonimo di longevità (pdf, 988kb)

È risaputo che il consumo quotidiano di frutta e verdura di stagione sia alla base di una corretta alimentazione e un recente studio dell’University College di Londra, pubblicato sul Journal of Epide-miology and Community Health, conferma che, aumentandone l’assunzione giornaliera, si guadagni in longevità. Corrette abitudini alimentari sono, dunque, fondamentali e dovrebbero essere rispettate sin dall’infanzia. Un suggerimento per aumentare il consumo di frutta e verdura fra i bambini arriva dai ricercatori Nestlé. Secondo uno studio del Nestlé Research Centre, infatti, coinvolgere i bambini alla preparazione dei pasti è un ottimo metodo educativo perché li aiuta a sviluppare sane abitudini alimentari (in particolare il 76% di loro consuma una maggiore quantità di verdure) e produce positivi effetti a lungo termine, influendo sui modelli di consumo e sulla scelta dei cibi.

  • Aprile 2014

Sonno e salute un binomio a doppio senso (pdf, 1.010kb)

La tradizione popolare vede nel mese di aprile uno dei periodi dell’anno in cui si tende a dormire di più. Uno spunto, questo, per tornare a discutere del tema del sonno e della correlazione positiva e biunivoca tra il dormire un numero di ore sufficiente e il mantenimento di un sano stile alimentare. E’ ormai riconosciuto, infatti, che dormire bene e nella giusta quantità sia fondamentale per l’equilibrio psicofisico degli individui di ogni età. I problemi del sonno, ad esempio, possono contribuire all’obesità. Secondo un recente studio dell’International Journal of Obesity, infatti, i bambini che dormono meno di 10 ore al giorno rischiano di essere maggiormente in sovrappeso rispetto a quelli che dormono di più. Questo perché, come dimostra una ricerca pubblicata nel 2012 dall’American Journal of Human Biology, il sonno può avere un impatto anche sui livelli di appetito.

  • Marzo 2014

Quando la salute è in forma liquida (pdf, 635kb)

A marzo si celebra la giornata mondiale dell’acqua, un’occasione in più per ricordare l’importanza dell’idratazione, cosa dovuta, se si considera che il 45% degli italiani non arriva a bere la dose giornaliera consigliata di acqua. Ma oltre l’acqua anche altre bevande, come il caffè, l’orzo e i prodotti a base di latte fermentato probiotico possono risultare preziose per la nostra salute, comportando benefici per la prevenzione di alcune importanti malattie cardiovascolari. Il consumo di caffè ad esempio, secondo uno studio condotto dai ricercatori Nestlé in collaborazione con la Lausanne University Hospital e con l’Università di Berna, aiuta a ridurre la resistenza all'insulina negli individui sani, una delle maggiori cause del diabete di tipo 2. L’orzo, invece, può essere un valido alleato nella prevenzione del colesterolo , mentre i probiotici comportano una significativa riduzione dei livelli di pressione sanguigna.

  • Febbraio 2014

Buone abitudini a tavola: da piccoli è per sempre (pdf, 895kb)

Secondo uno studio americano, i nuovi obesi sono i bambini dell'asilo. I ricercatori della Emory’s University, in un articolo recentemente pubblicato dal New England Journal of Medicine hanno, infatti, evidenziato che i soggetti in età pre-scolare con problemi di peso sono quattro volte più a rischio di essere grassi da grandi rispetto ai loro compagni normopeso.
Un grave problema, questo, che però può essere risolto dai genitori, i quali proponendo in maniera attiva e frequente cibi sani nei primi anni di vita dei piccoli, possono influenzarne i gusti e quindi prevenire rischi di sovrappeso e obesità nel lungo termine. Secondo gli scienziati del Centro di Ricerca Nestlé, infatti, la costante somministrazione di verdure dai primi mesi di vita può influenzare il gusto dei bambini nel lungo periodo, abituandoli così fin da piccoli ad uno stile alimentare sano.

  • Gennaio 2014

Modelli alimentari intergenerazionali (pdf, 750kb)

Le abitudini a una corretta alimentazione vengono trasmesse da una generazione all’altra. Queste le conclusioni di un recente studio condotto dai ricercatori del dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione Medica dell’Università di Monash e del Monash Asia Institute, in Australia. Il confronto delle abitudini alimentari di un campione di 2.400 studenti, con quelle di quasi 1.800 persone di età avanzata, appartenenti alla medesima comunità, ha evidenziato la presenza di un’associazione tra usi e pratiche di generazioni diverse. I bambini più orientati a una dieta di qualità sono risultati appartenere alle comunità i cui membri più anziani mangiano meglio, andando così a confermare i dati della V edizione dell'Osservatorio Nestlé-Fondazione ADI che evidenziano l’importanza del nucleo familiare allargato per una corretta nutrizione.