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Natale e tradizioni: consumo di pesce in calo? Le alternative che salvano nutrizione, portafoglio e linea.

Comunicati Stampa
Milano
,
Dec 16, 2013

I dati della 5^ edizione dell’Osservatorio Nestlé – Fondazione ADI sottolineano nel 2013 una riduzione del consumo di prodotti ittici sulle tavole italiane. Dagli esperti le alternative a aragoste, anguille e capitone.

Vigilia di magro e Natale di carne: anche per i più originali nessuna tavola è legata alle tradizioni religiose e familiari come il Natale. In attesa di avere un riscontro sul peso che avranno le imminenti feste per le tasche degli italiani, un dato potrebbe allarmare i più abitudinari: secondo l’Osservatorio Nestlé – Fondazione ADI, solo il 33% degli italiani, rispetto al 38% dello scorso anno, mangia pesce almeno 2 volte alla settimana come indicano le linee guida del CRA-NUT (Centro di ricerca per gli alimenti e la nutrizione - ex INRAN) per una corretta alimentazione.

Un calo che potrebbe non influenzare i pochi giorni di festa ma che rappresenta un allarme importante nell’ambito delle buone regole per mantenere lo stato di salute tramite la tavola. Sempre secondo i dati dell’Osservatorio Nestlé – Fondazione ADI circa il 66% degli italiani nel 2013 ha modificato le abitudini alimentari per diminuire spese e sprechi. E proprio i cluster di consumatori che sono emersi come più attenti al prezzo (pari al 67% del totale campione) affermano di consumare pesce saltuariamente (26%) o solo una volta la settimana (36%).

“La ritualità del Natale, soprattutto in Italia, è fortemente legata alla tavola come luogo dello stare assieme nei giorni di festa – commenta il dott. Giuseppe Fatati Presidente Fondazione ADI e coordinatore scientifico dell’Osservatorio Nestlé – Fondazione ADI. I dati sul consumo del pesce, alimento che custodisce numerose qualità nutrizionali, proteine ad elevato valore biologico, grassi di buona qualità, sali minerali (fosforo, iodio, calcio, ferro) e vitamine (A, D, E, gruppo B), sono preoccupanti. Il periodo storico che stiamo vivendo porta a fare delle rinunce anche sul cibo che mettiamo in tavola, ma nei nostri piatti non deve mancare il valore nutrizionale di ciò che mangiamo. Piuttosto consiglio altri tipi di pesce, quelli d’acqua dolce, che sono meno utilizzati ma che hanno le medesime proprietà nutrizionali e costano meno: ad esempio la trota, presente in diverse varietà, possiede un bassissimo contenuto di colesterolo, è ricchissima di Omega 3 ed è altamente digeribile. Qualcuno si potrebbe sorprendere che vi sono solo 4,1 grammi di grassi e circa 20 grammi di proteine in 100 grammi di filetti di trota iridea, ma è sufficiente leggere le tabelle di composizione degli alimenti per averne conferma. Un’altra specie che potrebbe entrare nelle classiche ricette della Vigilia di Natale è il luccio, pesce presente nella tradizione culinaria della Lombardia e anche dell’Umbria e utilizzato in molte diete perché considerato “magro” grazie al suo basso contenuto di grassi. La parte edibile del luccio è il 56% con 18.7 proteine e 0.6 grammi di lipidi”.

Oltre all’alimentazione anche l’attività fisica non va dimenticata nei giorni di festa. “Fare ogni giorno delle semplici passeggiate a ritmo sostenuto, per almeno 20-30 minuti, può aiutare il nostro organismo a stare meglio e riattivare il metabolismo” - spiega il dottor Fatati coordinatore scientifico dell’Osservatorio Nestlé – Fondazione ADI - “Tuttavia la buona regola è mangiare un po’ di tutto, con gusto ma senza esagerare”. Secondo un recente studio pubblicato dall’European Journal of Clinical Nutrition, a fronte di un eccessivo carico di calorie introdotte nel nostro corpo, anche una maggior attività fisica rischia di non avere effetti: l’aumento di peso durante le vacanze potrebbe, secondo i ricercatori, essere un fattore importante nell’epidemia di obesità. Se anche un aumento annuo di 1 chilo può sembrare poco, nel corso di 10 anni questo peso chiamato ‘weight creep’ sembra difficile da perdersi. Studio questo che non smentice gli effetti dell’esercizio quotidiano, ma mette l’accento sui danni da eccesso di cibo e abbuffate anche se in un periodo ristretto.

Via libera dunque ai pesci magri...magari con una ricetta nuova e originale in regola con la tradizione. Elena Valsecchi, Food-blogger (Nella cucina di Ely) e Food-Coach ha seguito i consigli del professor Fatati e per la vigilia di Natale propone una ricetta che ha come ingrediente principale la trota, per un ragù speciale e prelibato.

TAGLIATELLE AL RAGÙ BIANCO DI TROTA

Ingredienti per 6 persone:
500 gr di tagliatelle fresche
4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
un bicchiere scarso di vino bianco da cucina
6 filetti di trota
2 zucchine
1 porro
1 carota
1 spicchio d'aglio
Sale e pepe q.b.
Erba cipollina per decorare

Preparazione:
“Lavate e tagliate a tocchetti piccoli tutte le verdure e i filetti di trota. In una casseruola che possa contenere tutti gli ingredienti mettete l'olio e fate rosolare l'aglio con tutte le verdure. Quando saranno coloriti, ma non cotti, togliete l'aglio e aggiungete il pesce.
Fate cuocere per circa 5 minuti e bagnate con il vino bianco. Lasciate sfumare, salate e pepate e terminate la cottura. Nel frattempo fate lessare la pasta. Scolatela, conditela con un filo di olio extra vergine di oliva e con il vostro ragù bianco di trota come tocco finale qualche filo di erba cipollina. Un ragù diverso che dona delicatezza e bontà alla nostra pasta, elegante e leggera.”

Per informazioni:

Maria Letizia Balducci
Nestlé
Tel. +39 02 81817406
E-mail: [email protected]

Rossella Camaggio
Ufficio stampa Edelman
Tel. +39 348 3001325
E-mail: [email protected]
Luana Maltese
Ufficio stampa Edelman
Tel. +39 337 1076467
E-mail: [email protected]

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