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Il packaging del futuro: funzionale, economico, intelligente. "Tags" esterni controllano qualità e freschezza dei prodotti

Comunicati Stampa
Milano
,
Feb 26, 2012

Presentati oggi i risultati delle ricerche finanziate dal gruppo Nestlé in Italia nell'ambito del progetto Axĺa, promosso in collaborazione con la Crui

IMBALLAGGI CON EFFETTO BARRIERA CONTRO OSSIGENO, VAPORE ACQUEO, TEMPERATURA E RADIAZIONI UV, MISURANO L'"ACTIVITY WATER" E LA CONDIZIONE DELL'ALIMENTO

Il packaging alimentare si fa ‘protettivo e attivo’ per la conservazione del prodotto, la salute e la tutela dell’ambiente in un’ottica di sviluppo e azione sostenibile dei bisogni di oggi e della salvaguardia di quelli futuri (SostenAbilità). A fronte di confezioni tradizionali, funzionali ma con materiali di vecchia concezione difficilmente riciclabili e non sempre in grado di garantire lunghe durate, ecco confezionamenti ‘funzionali’ che, grazie a strati sottili di materiali polimerici (il tradizionale polietilene più copolimeri a base di cicloolefine), consentono un migliore effetto barriera contro ossigeno, vapore acqueo, temperatura e radiazioni UV, impedendo quasi completamente il rilascio di sostanze dall’ambiente verso l’alimento e viceversa. Tutto questo per conservare prodotti garantendo un minor impatto ambientale e preservando le caratteristiche nutrizionali originali dell’alimento.

Ma c’è di più: il nuovo packaging è anche ‘intelligente’, cioè capace di controllare e simultaneamente indicare la perdita di qualità del prodotto in funzione del tempo, dovuta, fra le tante cause, a una crescita microbica. Tags posizionati sull’involucro esterno misurano l’‘activity water’, la freschezza del prodotto, attraverso il rapporto fra la tensione di vapore dell’acqua e l’alimento stesso, su cui agiscono l’integrità dell’involucro, il tempo trascorso dalla data di confezionamento, la temperatura, le variazioni di pH, le migrazioni di nutrienti e altri importanti fattori.

Attenta all’economia di mercato e dell’ambiente, la nuova ‘scatola della qualità alimentare’ offre anche migliori prestazioni in termini di proprietà meccaniche e termiche, processabilità, biodegradabilità, trasparenza/opacità, possibilità di essere termo-formato e stampato, resistenza agli agenti esterni (acqua, grassi, acidi, luce), disponibilità di materiali e, non ultimo, economia di costi. Materiali idonei al contatto con gli alimenti, precedentemente testati sulla base delle proprietà e qualità nutrizionali del prodotto, ne garantiscono l’integrità dal momento della produzione fino al processo di conservazione.

Sono questi i dati di partenza della ricerca biennale “Nuovi materiali polimerici per l’imballaggio rigido e flessibile di alimenti”, coordinata da Finizia Auriemma, dipartimento di Scienze Chimiche, Università di Napoli Federico II, Complesso Monte Sant’Angelo, in collaborazione con Claudio De Rosa, una delle quattro selezionate (su oltre 100 presentate) del progetto Axía, promosso nel 2009 dal gruppo Nestlé in Italia in collaborazione con la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI). Lo studio è stato presentato oggi alla Università IULM di Milano, in occasione della giornata di lavori Dalla sostenibilità alla sostenAbilità. Università e Imprese: insieme per rilanciare la competitività italiana.

“La nostra analisi su un nuovo packaging alimentare che risponda a criteri di salute del prodotto, a vantaggio del consumatore e della tutela dell’ambiente – dichiara Finizia Auriemma, professore del dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università Federico II di Napoli – nasce da un progetto di studio biennale, articolato in cinque linee di ricerca. Il nostro impegno si è incentrato sull’identificazione delle migliori soluzioni applicative di imballaggio alimentare in relazione alle proprietà e struttura dei film e/o materiali utilizzati e dell’alimento cui è destinato. Suggeriamo soluzioni semplici ma efficaci che associate ad accurate analisi possono essere facilmente praticate anche nei laboratori di controllo qualità industriali”.

“Questo perché gli alimenti durante la fase di conservazione – continua la Auriemma – possono subire alterazioni di tipo chimico, legate ai gas (ossigeno e anidride carbonica), all’attività dell’acqua, alla luce e alla temperatura, o alterazioni fisiche quali perdita di consistenza del prodotto, di solubilità, di acqua. I nuovi imballaggi alimentari devono essere quindi in grado di limitare la diffusione di questi gas dall’ambiente verso l’esterno e/o dall’alimento verso l’interno per preservarne non solo la qualità strutturale, ma anche il valore nutrizionale. Il consumatore viene così tutelato nella sua scelta alimentare indipendentemente dal tipo di dieta. Inoltre le caratteristiche del packaging, biodegradabile e/o riciclabile, riducono sensibilmente anche i danni verso l’ambiente. Dunque in linea con la filosofia della sostenibilità e sostenAbilità, imballaggi ‘green’ in tutti i loro aspetti”.

IL PROGETTO AXĺA
La ricerca è una delle quattro selezionate, finanziate nell’ambito del progetto Axía, promosso dal gruppo Nestlé in Italia in collaborazione con CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) e finalizzato a promuovere la ricerca scientifica per poi diffondere alla collettività i risultati ottenuti. Axía ha dimostrato che è possibile realizzare un progetto di responsabilità sociale e di comunicazione sostenibile che crei valore e opportunità per Imprese, Università, Società Civile. Ha anche reso possibile a decine di giovani docenti, ricercatori e dottorandi (selezionati in base a meriti, titoli e attitudini) di sviluppare progetti innovativi negli ambiti dell’alimentazione e della sostenibilità.

Per maggiori informazioni:

Ufficio Stampa Axía

Cantiere di Comunicazione
Tel. 02 87383180
E-mail: [email protected]

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