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Rischio "Sindrome da Calimero" per 7 padri su 10. Per la loro festa vorrebbero più coccole e attenzioni

Comunicati Stampa
Milano
,
Mar 13, 2011
Rischio "Sindrome da Calimero" per 7 padri su 10. Per la loro festa vorrebbero più coccole e attenzioni.

In occasione della giornata del 19 marzo dedicata a loro, i papà italiani vorrebbero ricevere un po' più di attenzione, dopo un anno in cui, come il celebre pulcino, si sentono ignorati ed incompresi dai loro figli.

Si preannuncia un 19 marzo poco allegro per i papà italiani. In occasione della festa che li celebra, i padri dello Stivale si lamentano, infatti, di non essere considerati abbastanza da partner e figli, tanto da sentirsi affetti dalla "sindrome da Calimero": messi in secondo piano nel rapporto madre figlio (39%) e talvolta persino ignorati (32%). Molti di loro hanno spesso l'impressione di essere visti come dei "bancomat" (41%) o come valvola di sfogo dallo stress quotidiano (45%). Le loro aspirazioni? Una maggiore condivisione nella decisioni importanti che riguardano la famiglia (54%), e sentirsi, di tanto in tanto, al centro dell’attenzione (43%). Ecco allora che sognano, in occasione della loro festa, di essere un po' coccolati e viziati (48%), e di ricevere un regalo che li faccia sentire veramente al centro dei pensieri dei propri famigliari. Dito puntato contro i regali seriali (72%) e gli oggetti "utili" (68%); il 19 marzo i papà italiani vorrebbero scartare qualcosa che possano "godersi" insieme a tutta la famiglia (76%). Così, a seconda degli atteggiamenti, ma soprattutto delle frustrazioni quotidiane c’è chi è spesso assente ma non rinuncia al ruolo di perfetto capobranco e chi invece preferisce restare fuori da qualsiasi faccenda famigliare, l'orso; come anche chi privilegia le proprie passioni, il pavone, e chi non rinuncia a mettere il "becco" su tutto, come il grillo da manuale, sino all'antitesi del timido e timoroso coniglio.

Ad indagare sulla percezione dei padri italiani rispetto a come si sentono considerati dai loro figli, è Nescafé Dolce Gusto, in occasione della Festa del Papà, ha deciso di dare la parola proprio a loro, intervistandone 1000 attraverso i principali social network, cercando di svelare le loro frustrazioni quotidiane.

Esclusi dal rapporto privilegiato con la madre e raramente coinvolti quando c’è da prendere una decisione importante. Il regalo più desiderato? Un oggetto da condividere con tutta la famiglia.

Nonostante per la maggior parte (57%) la scoperta di diventare padri è indissolubilmente legata ad una enorme gioia, la paternità molto spesso fa rima anche con i primi "dolori". La poca considerazione da parte della prole e della partner è, infatti, capace di generare un senso di frustrazione e tristezza che rischia di rovinare anche la festa a loro dedicata. Tanto per cominciare, a non andare giù è il rapporto più intenso che si crea con la madre: il 39% lamenta di sentirsene spesso escluso, a causa del maggior tempo trascorso assieme mentre lui è al lavoro, e di non essere coinvolto quando si tratta di prendere una decisione importante per tutta la famiglia (54%). Secondo il 35% a non essere più riconosciuto è anche il proprio "ruolo" di autorità e di modello comportamentale. Una situazione che non sembra essere migliorata con il trascorrere degli anni, tanto che il 28% ammette di incappare in un rapporto poco stimolante con i figli, soprattutto maschi (39%), i quali spesso manifestano in sofferenza e soggezione.

Ma i problemi maggiori sono sicuramente legati al fatto che si sentono ignorati nelle loro esigenze e necessità (32%), oppure che spesso vengano vissuti come valvola di sfogo dallo stress quotidiano (45%). Al contrario, a creare amarezza è il fatto che ci si ricordi molto più facilmente di loro solo in caso di sostanziose "mance", considerandoli solamente come "bancomat" umani (41%). Senza troppe pretese, i papà italiani, se potessero, vorrebbero essere coinvolti con maggiore partecipazione nelle decisioni importanti che riguardano la famiglia (54%), e sentirsi, almeno nelle occasioni a loro dedicate come compleanno e ricorrenze personali, al centro dell'attenzione (43%). E per il 57% la giornata ideale è rappresentata dalla Festa del Papà, l'unico momento dell'anno in cui si sentono veramente i protagonisti della famiglia. Ecco allora che, per il 19 marzo, sognano un po' di coccole (48%), e di scartare un regalo che li faccia sentire speciali. Dito puntato, però, contro i regali seriali (74%) e gli oggetti "utili" ma noiosi (68%): per la loro festa i papà italiani vorrebbero scartare invece qualcosa che possano “godersi” assieme a tutta la famiglia (76%). Ecco allora che il 48% vorrebbe essere coccolato e viziato, con un regalo, ma anche con attenzioni particolari alle proprie esigenze e gusti. A loro si aggiunge il 21% che sogna una giornata "da protagonista", ma soprattutto un giorno in cui si ascoltino veramente le sue esigenze (come sottolinea il 17%). L'11% si accontenterebbe di essere reso complice dai propri famigliari.

Ma quali sono i regali che invece i papà italiani sognerebbero ricevere per la loro festa? Da evitare, il classico "pensierino", come una cravatta o un paio di pantofole, uguale tutti gli anni (71%), e il solito "regalo utile" (maglione nuovo, agenda per l’ufficio, ecc.), bocciato dal 62%. No anche al gadget ironico (tazza con frase finto-spiritosa, grembiule da cucina con immagine satirica, portachiavi divertente…), messa alla gogna dal 57%. Ai primi posti spiccano invece regali dedicati ai loro hobby e passioni (sport, modellismo, cucina, ecc.): una ricerca di questo tipo sarebbe infatti segnale di forte attenzione (67%) che verrebbe ampliamente apprezzata. Più in generale però il 72% degli intervistati vorrebbe un oggetto da condividere e utilizzare insieme agli altri membri della famiglia, come una macchina da caffè, un televisore, un abbonamento ai canali satellitari, o anche un viaggio da fare tutti assieme (58%), in modo da trascorrere del tempo insieme e, almeno per un giorno, sentirsi al centro della scena.

LE TRIBU’ DEI PAPA’ CALIMERO

1 CAPOBRANCO
Spesso assente causa il troppo lavoro che pone sempre al primo posto. È estraneo alle faccende e dagli accadimenti quotidiani della famiglia, e supplisce alla sua mancanza con regali e premi inattesi. Sogna un viaggio, per una volta non di lavoro, ma da condividere assieme a figli e partner o magari una colazione al mattino tutti assieme nell’ambiente famigliare della cucina di casa.

2 ORSO
È fermamente attaccato ai principi "borghesi" di una volta secondo cui l'organizzazione e la cura della famiglia sono a carico della moglie. Cela l'affetto e la bontà verso la propria famiglia spesso sotto il suo atteggiamento burbero, un po’ scontroso e magari poco comunicativo. In realtà ama essere sorpreso con un regalo che possa "rompere il ghiaccio" e creare un clima di condivisione famigliare.

3 GRILLO
Cerca di essere sempre presente su qualsiasi argomento, vuole essere altruista ma rischia di diventare invadente e la famiglia tende a metterlo spesso in disparte sia la partner sulle decisioni di casa sia nel rapporto madre-figli. Per un giorno vorrebbe essere al centro dell'attenzione, coccolato e riverito con figli e moglie che gli dedichino massimo ascolto mentre racconta le sue gesta e le sue imprese.

4 CONIGLIO
Troppo sensibile e timoroso di esporre i suoi problemi, mette sempre al primo posto il bene e gli interessi dei figli e della sua famiglia. Si prodiga per essere il più presente possibile, mettendo da parte molto spesso le sue stesse aspirazioni. Se accade che non venga coinvolto, non ne fa un dramma, anche se in cuor suo ne soffre profondamente perché si sente messo da parte.

5 PAVONE
Narciso, eterno Peter Pan, nella sua scala di valori, al primo posto ci sono le sue passioni e i suoi interessi. Rampante, in carriera, ci tiene a fare bella figura nei confronti dei figli e per questo cerca di coinvolgerli accattivandoli con ricchi regali. Il rischio è che però si fermi in superficie, rischiando di rimanere solo. Viene spesso vissuto come un bancomat da "andare a trovare" solo nelle occasioni di necessità economiche.
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