Agric(u)ltura: innovazione e nuove idee per il futuro (giovane) del Made in Italy agricolo

mar 7, 2014

Le aziende del comparto stanno cambiando volto puntando con convinzione su tecnologia, ricerca e innovazione. Sono oltre 851.000 le persone impiegate nel settore. 35 miliardi di euro la quota export del 2013. Dalla collaborazione fra Nestlé Italia e Università La Sapienza nasce la FOOD REPUTATION MAP, modello scientifico di misurazione della reputazione delle materie prime agro-alimentari.

FOOD REPUTATION MAP  

Roma, 6 marzo 2014 - Agric(u)ltura: innovazione e nuove idee per il futuro (giovane) del made in Italy è il titolo dell’incontro che, tenutosi a Roma ha delineato una nitida fotografia dell’attuale comparto agro-alimentare italiano: un settore in fermento e in piena evoluzione capace di creare nuova occupazione e di stimolare la nascita di attività imprenditoriali innovative e guidate spesso da giovani. L’incontro è stato anche l’occasione per presentare la Food Reputation Map, innovativo strumento che, frutto di uno studio accademico condotto da La Sapienza Università di Roma - promosso e finanziato dal Gruppo Nestlé in Italia - permette di misurare la reputazione di qualsiasi produzione agricola e/o alimento. Validato su un campione di 4770 individui in Italia nel corso del 2013, il modello Food Reputation Map si sviluppa in 3 macro aree (caratteristiche intrinseche del cibo – effetti e rapporti del cibo con il contesto – effetti o rapporti del cibo con la persona) e quindi in 6 indicatori sintetici e 23 indicatori specifici di reputazione applicabili a qualsiasi tipologia di alimento e a qualsiasi produzione agricola.

All’incontro hanno partecipato, portando il loro contributo, Marino Bonaiuto - Professore Ordinario Sapienza Università di Roma, Paolo De Castro - Presidente Commissione Agricola e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo, Emanuele Fidora – Direttore Generale per il Coordinamento e lo Sviluppo della Ricerca del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca - Mario Guidi - Presidente Confagricoltura, Manuela Kron - Direttore Corporate Affairs Gruppo Nestlé in Italia, Alessandro Marangoni – Ceo Althesys Strategic Consultants e Alessandra Pesce - Responsabile Settore Ricerche macroeconomiche e congiunturali INEA Istituto Nazionale di Economia Agraria. Marta Leonori, Assessore Politiche del Commercio, dell'Industria e dell’Agricoltura del Comune di Roma ha portato i saluti del Sindaco Ignazio Marino

Dal convegno emerge l’identikit del nuovo imprenditore agricolo: maggiormente istruito rispetto al passato, caratterizzato da un approccio manageriale e progressivamente più giovane. Il comparto sta infatti vivendo un ricambio generazionale: gli under 35 rappresentano oggi il 18% del totale. Sono dunque sempre di più i giovani italiani che si (ri)avvicinano all'agricoltura e che tornano oggi alla terra con un approccio imprenditoriale dove rivestono una particolare importanza investimenti in R&S, innovazione tecnologica, strategie di marketing.

“Alcuni indicatori positivi del settore agricolo e agroalimentare dimostrano una rinnovata attenzione alle esigenze di competitività e di riassetto di un settore che per il momento sta trovando una positiva occasione di rilancio, anche nell’espansione sui nuovi mercati, come dimostrano i dati sull’export – afferma Mario Guidi, Presidente Confagricoltura - le politiche devono seguire e valorizzare il flusso che sta portando i giovani a orientare le loro attività economiche nel settore dell’agricoltura, supportando il rinnovo generazionale e l’orientamento alla crescita e alla ricerca, affinché si affermi una cultura dell’innovazione in agricoltura che sappia coniugare davvero tradizione e modernità.”

La consegnaFra le leve a supporto di questo processo evolutivo si colloca la Food Reputation Map, l’innovativo strumento scientifico di misurazione della reputazione delle materie prime agro-alimentari. Come in una radiografia, permette di guardare in profondità, misurare e conoscere in anticipo i punti di forza e di debolezza nel percepito del consumatore di una qualsiasi produzione agricola o di un qualsiasi alimento del nostro Paese, e quindi di operare preliminarmente scelte di business più corrette e puntuali, valutando, impostando e, laddove occorre, correggendo i processi produttivi o i modelli distributivi.

“Abbiamo sostenuto il progetto di ricerca dell’Università La Sapienza essenzialmente perché racchiude due elementi chiave per la vita e il futuro della nostra azienda: i giovani e l’agricoltura. Da anni, come Gruppo, guardiamo infatti ai giovani con la massima attenzione ed è recente la nascita del progetto europeo Nestlé needs YOUth che offrirà 20.000 nuove opportunità ai ragazzi sotto i 30 anni, di cui 1.000 in Italia.” – commenta Manuela Kron, Direttore Corporate Affairs Gruppo Nestlé in Italia. - Siamo oggi ancor più orgogliosi di aver supportato la nascita della FRM, uno strumento prezioso che mettiamo a disposizione di tutti quei giovani che lavorano nell’agricoltura in Italia, settore per noi strategico dal quale provengono le materie prime necessarie per le nostre produzioni.
Speriamo possa contribuire a migliorare l’efficienza e la competitività del settore agricolo italiano, dal quale tengo a ricordare che come Gruppo in Italia acquistiamo oggi materie prime agricole da fornitori italiani per un valore complessivo di circa 100 milioni di euro all’anno.”


In un Paese a forte vocazione agricola come l’Italia, uno strumento che permette di misurare concretamente e in maniera scientifica la reputazione di un prodotto alimentare può rivelarsi un’importante leva strategica sia per migliorare la percezione sul mercato interno sia per conferire una maggior attrattività e competitività al brand ‘Made in Italy’ quando il prodotto è messo a confronto con altri similari provenienti dall’estero.

“Quella di oggi è un'importante occasione per sottolineare le straordinarie opportunità del Made in Italy agroalimentare. E l'Europa fa molto a riguardo. Lo testimonia l'ammontare delle risorse che l'Unione Europea destina al settore agricolo, quasi il 40% del suo bilancio complessivo. E' importante però anche ribadire che adesso le istituzioni europee sono ancora più vicine ai cittadini grazie ai nuovi poteri dell'Europarlamento che finalmente è chiamato a partecipare in maniera attiva ai processi decisionali”- afferma l’Onorevole Paolo De Castro, Presidente Commissione Agricola e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo-. “Banco di prova di questo nuovo ruolo dell'unica istituzione direttamente eletta dai cittadini è stato la riforma della Politica Agricola Comune sulla quale siamo intervenuti in maniera decisa per bilanciare gli equilibri tra Stati, dando voce ai paesi dell'area mediterranea, e per creare reali prospettive di crescita per le imprese. Scelte, quelle europee, che riconoscono e sostengono un settore economicamente centrale, che però deve continuare a crescere. La qualità è una condizione necessaria, ma non più sufficiente, serve maggiore competitività e capacità di vincere nei mercati”.

“La scelta del cibo che mangiamo quotidianamente non è infatti solo una questione di gusto o di prezzo: il preferire, già al momento dell’acquisto, un alimento piuttosto che un altro dipende da una molteplicità di fattori che, più o meno inconsciamente, condizionano la nostra decisione e, di conseguenza, le nostre scelte e abitudini nutrizionali.” rimarca Marino Bonaiuto - Professore Ordinario Sapienza Università di Roma - “Una prima applicazione pilota è stata appena realizzata per confrontare il profilo reputazionale di categorie/prodotti alimentari ‘Made in Italy’. Analisi preliminari mostrano come basti aggiungere l’etichetta ‘Made in Italy’ per riscontrare delle differenze reputazionali. Ai prodotti/categorie alimentari con etichetta ‘Made in Italy’ viene infatti tendenzialmente riconosciuta una reputazione complessiva più elevata.”

"L'agricoltura sta resistendo alla crisi meglio di altri comparti, facendo registrare numeri in crescita: nel 2012 il fatturato complessivo del settore si assestava a quota 53 miliardi di euro (2% dell’economia totale). Sta cambiando il tessuto imprenditoriale, con una progressiva trasformazione delle caratteristiche, degli assetti gestionali e dei modelli di business delle aziende. Imprenditori più giovani e più istruiti. Aziende più grandi, con maggior managerialità, e più orientate al mercato e attente al fattore qualità considerato sempre più come un fondamentale driver di sviluppo; queste sono le tendenze che stanno emergendo." ha sottolineato Alessandro Marangoni, Ceo Althesys Strategic Consultants


Non è un caso del resto che in Italia, in un periodo in cui si assiste a un complessivo calo di iscrizioni all’Università, sia in aumento il numero degli studenti iscritti alle Facoltà di Agraria. A ciò si aggiunga che cresce anche il numero di giovani imprenditori agricoli in possesso di titoli di studio non necessariamente specialistici ma di taglio economico.
“Sono evidenti i segnali di un cambio di marcia per l’occupazione e l’ingresso di giovani nel settore primario, non solo come effetto del generale rallentamento dell’economia che ha rilanciato il settore agricolo come “attività rifugio”, ma anche grazie al suo rinnovato ruolo nella società dei Paesi più avanzati come produttore di servizi, di attività culturali e ricreativi, di presidio ambientale e territoriale, offrendo spazio, di conseguenza, a nuove competenze e professionalità che sempre più spesso si integrano con quella agricola vera e propria. È interessante constatare che fra i giovani imprenditori agricoli, il 55% rileva un’attività aziendale di famiglia, il 25% l’avvia dal niente e il 20% riattiva un’attività abbandonata”. afferma Alessandra Pesce, Responsabile Settore Ricerche macroeconomiche e congiunturali INEA.

Stando ai dati elaborati dalla società di consulenza strategica Althesys per il Gruppo Nestlé in Italia emerge che:

  • Nel settore agricolo trovano oggi impiego 851.000 persone (ovvero circa il 4% della forza lavoro complessiva del Paese) molte delle quali sono under 35 (circa il 18%) e donne (29%).
  • L’occupazione femminile in agricoltura al di sotto dei 34 anni è aumentata del 2,2% nel terzo trimestre del 2013 rispetto al trimestre precedente. Un risultato migliore rispetto alla stessa fascia di età e di sesso riscontrato nel settore industriale (+1,8%) e in controtendenza rispetto ai servizi (-4%).
  • La quota export del comparto agricolo italiano nel 2013 è cresciuta del 4% rispetto al 2012.

Documenti Correlati:

- La Food Reputation Map (pdf, 1,89mb)
- Guarda l'infografica (pdf, 2,30mb)
- Scopri di più sul progetto (pdf, 278kb)

Per informazioni:

Nestlé Italiana

Prisca Peroni
Tel. +39 02 3197 2307
E-mail: prisca.peroni@waters.nestle.com

Maria Chiara Fadda
Tel. +39 02 8181 7224
E-mail: mariachiara.fadda@it.nestle.com

Cantiere di Comunicazione

Francesco Pieri
Tel. +39 348 5591423 | +39 02 87383180
E-mail: f.pieri@cantieredicomunicazione.com

Antonella Laudadio
E-mail: a.laudadio@cantieredicomunicazione.com

Messa a punto dai ricercatori del CIRPA (Centro Interuniversitario di Ricerca in Psicologia Ambientale di Sapienza Università di Roma) sotto la guida del professor Marino Bonaiuto, la Food Reputation Map è lo strumento che consente di misurare la reputazione di una qualsiasi produzione agricola o di qualsiasi alimento, sia nella sua forma originaria sia elaborata attraverso processi successivi.
Validato su un campione di 4770 individui in Italia nel corso del 2013, il modello si sviluppa in 3 macro aree e quindi in 6 indicatori sintetici e 23 indicatori specifici di reputazione applicabili a qualsiasi tipologia di alimento e a qualsiasi produzione agricola.

La Food Reputation Map è il nuovo output di una ricerca accademica finanziata nell’ambito del progetto Axía, promosso a partire dal 2008 dal gruppo Nestlé in Italia in collaborazione con CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) e finalizzato a promuovere la ricerca scientifica per poi diffondere alla collettività i risultati ottenuti.