- L’85,4% dei bambini presenta un livello intermedio di neofobia alimentare, la riluttanza a provare alimenti nuovi o sconosciuti.
- Una ricerca dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, condotta su circa 800 bambini italiani tra i 6 e i 10 anni, ha confermato che un percorso di educazione alimentare basato su Nutripiatto ha garantito un miglioramento delle abitudini alimentari.
- Il consiglio dell’esperta: Coinvolgere i bambini nella preparazione dei pasti, proporre più volte gli stessi alimenti e creare un clima sereno a tavola per costruire un rapporto positivo con il cibo.
- Nutripiatto Senza Confini è uno strumento pratico e intuitivo che aiuta a comporre pasti equilibrati, accogliendo ingredienti da tutto il mondo.
Milano, 23 luglio - L'estate è il tempo dei viaggi, delle vacanze, dei pranzi in famiglia e delle nuove esperienze. Anche a tavola. È proprio in questo periodo che le bambine e i bambini hanno più occasioni per entrare in contatto con ingredienti e tradizioni culinarie diverse. Eppure, davanti a un alimento sconosciuto, molti reagiscono ancora con un deciso: "Questo non lo mangio". Si tratta della neofobia alimentare, una fase fisiologica dello sviluppo infantile caratterizzata dalla diffidenza e dalla riluttanza generalizzata nei confronti dei cibi nuovi.
Secondo una ricerca del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'85,4% dei bambini presenta un livello intermedio o alto di neofobia alimentare, una condizione che, nello studio, risulta associata a una minore aderenza alla dieta mediterranea e a un maggiore rifiuto di alimenti quali frutta, verdura e legumi. *
La buona notizia è che il gusto si educa. E proprio l'estate, con i suoi ritmi più rilassati e le tante occasioni di convivialità, può rappresentare un'occasione favorevole per aiutare bambine e bambini ad ampliare il proprio repertorio alimentare. Proporre nuovi ingredienti senza pressioni, cucinare insieme, raccontare la storia dei cibi e coinvolgere i più piccoli nella preparazione dei pasti sono strategie che favoriscono curiosità e disponibilità all'assaggio.
Anche la ricerca scientifica supporta questo approccio. Uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports dai ricercatori dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, condotto su circa 800 bambini italiani tra i 6 e i 10 anni, ha mostrato che un percorso di educazione alimentare basato su Nutripiatto è associato a un miglioramento delle abitudini alimentari. Dopo due mesi, i bambini coinvolti hanno aumentato il consumo di verdure, cereali integrali e acqua, riducendo al tempo stesso le porzioni di carne e i comportamenti sedentari. In alcune delle regioni coinvolte nello studio, fino all'83% dei bambini ha incrementato il consumo di verdure, evidenziando il potenziale di un approccio semplice, pratico e condiviso nel favorire abitudini alimentari più sane.**
"La neofobia alimentare può essere una fase normale dello sviluppo e non deve preoccupare le famiglie. Non va affrontata con imposizioni, ma accompagnata con pazienza, curiosità e continuità. Coinvolgere i bambini nella preparazione dei pasti, proporre più volte gli stessi alimenti e creare un clima sereno a tavola aiuta a costruire un rapporto positivo con il cibo. Educare il gusto significa anche educare alla curiosità e all'apertura verso ciò che è nuovo" commenta la Prof.ssa Laura De Gara, Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell'Alimentazione e della Nutrizione dell'Università Campus Bio-Medico di Roma.
Da questi presupposti nasce Nutripiatto Senza Confini, l’evoluzione del progetto Nutripiatto. Un modello intuitivo e colorato di educazione alimentare che unisce i principi della dieta mediterranea a ingredienti e tradizioni culinarie di diverse culture, aiutando le famiglie a costruire pasti equilibrati nel rispetto delle proprie abitudini alimentari.
Spiega la professoressa De Gara: “In un'Italia sempre più multiculturale, Nutripiatto Senza Confini nasce per valorizzare le diverse tradizioni alimentari presenti nelle famiglie, dimostrando che equilibrio nutrizionale e identità culturale possono convivere nello stesso piatto. L'obiettivo non è cambiare le abitudini alimentari, ma offrire un modello semplice, equilibrato e inclusivo, capace di adattarsi a culture e stili alimentari diversi”.
Dal cous cous ai noodles, dalla quinoa al tofu, passando per ingredienti come pak choi e miglio, ogni ricetta diventa un invito a sperimentare nuovi sapori mantenendo sempre il corretto equilibrio tra verdure e ortaggi, cereali -meglio se integrali- e proteine. Il pasto si trasforma così in un'occasione di scambio, inclusione e curiosità, dove conoscere un nuovo ingrediente significa anche avvicinarsi alla storia e alla cultura di chi lo porta in tavola.
Perché ogni nuovo ingrediente racconta una storia. Educare il gusto significa anche insegnare ai più piccoli che dietro ogni alimento ci sono tradizioni, culture e modi diversi di stare insieme a tavola. E quale momento migliore dell'estate per iniziare questo viaggio?
Educare il gusto: 5 consigli per aiutare i bambini a scoprire nuovi sapori
- Proponi un alimento nuovo più volte, senza obbligare la bambina o il bambino ad assaggiarlo.
- Coinvolgi nella preparazione delle ricette: preparare insieme i pasti aumenta la curiosità e può favorire l'accettazione di nuovi alimenti.
- Dai il buon esempio: i bambini osservano e imitano gli adulti.
- Racconta la storia degli ingredienti e dei Paesi da cui provengono.
- Trasforma il pasto in un momento di condivisione, scoperta e dialogo.
* Fonte CREA
I dati citati sulla neofobia alimentare fanno riferimento allo studio "Neofobia alimentare più alta nei bambini figli unici di famiglie che non seguono la Dieta Mediterranea", pubblicato dal CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria l'8 gennaio 2024. Lo studio, condotto su 288 bambini italiani di età compresa tra 3 e 11 anni, ha rilevato che il 67,3% dei partecipanti presenta un livello intermedio di neofobia alimentare e il 18,1% un livello elevato, per un totale dell'85,4% dei bambini con un livello intermedio o alto di neofobia alimentare. Nello studio, livelli più elevati di neofobia alimentare risultano associati a una minore aderenza alla Dieta Mediterranea e a una maggiore probabilità di rifiutare alimenti quali frutta, verdura e legumi.
** Scientic Reports, 26 Novembre 2025 “ Comparative survey of eating and lifestyle habits in Italian school age children using Nutripiatto as an educational tool”
DOI: 10.1038/s41598-025-26302-8
Chiara Spiezia1, Claudia Di Rosa2, Martina Monticone2, Greta Lattanzi2, Francesca La Farina3, Laura De Gara2, Yeganeh Manon Khazrai2
1Research Unit of Food Science and Human Nutrition, Department of Science and Technology for Sustainable Development and One Health, Università Campus Bio-Medico di Roma, Via Alvaro del Portillo 21, 00128, Roma, Italy. [email protected].
2Research Unit of Food Science and Human Nutrition, Department of Science and Technology for Sustainable Development and One Health, Università Campus Bio-Medico di Roma, Via Alvaro del Portillo 21, 00128, Roma, Italy.
3Medical Consultation and Guidance Hub - LUISS Guido Carli University, Rome, Italy.
Nutripiatto
Nutripiatto è uno strumento di educazione alimentare semplice e intuitivo pensato per coinvolgere le bambine e i bambini dai quattro ai dodici anni nella preparazione dei loro pasti, insegnando sin dalla più giovane età come valutare le porzioni degli alimenti. Sviluppato da Nestlé con la supervisione scientifica della Società italiana di pediatria preventiva e sociale e dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, il Nutripiatto è proprio un piatto di dimensioni naturali che mostra le proporzioni dei vari gruppi alimentari che costituiscono i pasti principali – il pranzo e la cena – e che rappresenta visivamente come devono essere suddivisi i vari gruppi alimentari in ogni pasto: la verdura e gli ortaggi dovrebbero occuparne la metà, mentre i cereali – meglio se integrali - e gli alimenti proteici rispettivamente un quarto del piatto. Aggiornato e implementato nel tempo, il Nutripiatto ha richiesto un grande sforzo di creatività per tradurre contenuti scientifici complessi in un linguaggio semplice e immediato che fosse capace di parlare ai bambini e di supportare concretamente i genitori.
Per ulteriori informazioni:
Nestlé – Corporate Communication Manager
Gea Gardini [email protected]
Università Campus Bio-Medico di Roma
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Edelman – Ufficio Stampa Nestlé
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