Agricoltura rigenerativa
La Roots of Net Zero, la nostra strategia per il clima e la natura, evidenzia come quasi due terzi delle nostre emissioni di gas a effetto serra derivino dall'agricoltura; intervenire su di esse è quindi fondamentale per raggiungere i nostri obiettivi.
Gli obiettivi e KPI qui riportati si riferiscono alle performance del Gruppo Nestlé nel mondo, riportate nella Dichiarazione Non Finanziaria 2025.
La nostra ambizione è promuovere l'adozione delle pratiche di agricoltura rigenerativa come standard di produzione nel settore agroalimentare, considerando in modo integrato gli aspetti ambientali e sociali. Questa transizione richiede tempo e per questo stiamo investendo in iniziative di lungo periodo a supporto delle comunità agricole.
Collaboriamo a stretto contatto con fornitori e agricoltori per favorire l'adozione di queste pratiche agricole, le quali contribuiscono a generare benefici a livello ambientale e per le comunità locali, supportando al contempo il raggiungimento del nostro obiettivo di zero emissioni nette.
Termini chiave
Zero emissioni nette
In linea con la definizione delle Nazioni Unite, per “zero emissioni nette” si intende una situazione in cui le emissioni di carbonio vengono ridotte al minimo e le emissioni residue vengono assorbite dalla natura o rimosse dall’atmosfera attraverso soluzioni dedicate, in modo da mantenere un bilancio netto pari a zero. Nel 2019 abbiamo annunciato la nostra ambizione di raggiungere le zero emissioni nette entro il 2050. Nel 2026 abbiamo aggiornato la nostra strategia per il clima e la natura, la Nestlé Roots of Net Zero, validata dalla Science Based Targets initiative (SBTi). Scopri di più.
Che cos’è l’agricoltura rigenerativa?
In linea con la definizione della Sustainable Agriculture Initiative Platform, Nestlé definisce l’agricoltura rigenerativa come un approccio agricolo volto a conservare e ripristinare le risorse naturali, in particolare il suolo, ma anche l’acqua e la biodiversità, favorendo al contempo il sequestro del carbonio nel terreno e nella biomassa vegetale e sostenendo i mezzi di sussistenza degli agricoltori. Tra le pratiche di agricoltura rigenerativa rientrano, ad esempio, la riduzione della lavorazione del terreno e l’agroforestazione.
Il Nestlé Agriculture Framework definisce nel dettaglio il nostro approccio all'agricoltura rigenerativa attraverso cinque pilastri: tutela della biodiversità, qualità delle risorse idriche, salute del suolo, diversificazione colturale e integrazione di allevamenti e colture agricole, creazione di sinergie sul territorio.
Misuriamo l'efficacia del Nestlé Agriculture Framework monitorando il livello di adozione di queste pratiche da parte degli agricoltori nelle nostre catene di fornitura.
Collaboriamo strettamente con i fornitori, mettendo a disposizione degli agricoltori strumenti e conoscenze per favorire l’adozione di pratiche di agricoltura rigenerativa nelle principali filiere di approvvigionamento.
¹ A partire dal 2026 è stato modificato il perimetro degli ingredienti chiave. Il nuovo perimetro comprende: cereali e granaglie; cacao; cocco; prodotti lattiero-caseari (derivati del latte e latte fresco); nocciole; caffè verde; carne, pollame e uova; soia; spezie; zucchero; ortaggi; oli e grassi vegetali (incluso l’olio di palma).
² Questo dato differisce da quello pubblicato nella nostra Dichiarazione Non Finanziaria 2025 a seguito di una modifica metodologica introdotta nel primo semestre del 2026. Ora consideriamo i volumi degli ingredienti riconvertiti al loro equivalente in materia prima fresca all'origine, anziché nella loro forma trasformata.
Per maggiori informazioni consultare sezione Environmental Disclosures della Dichiarazione Non Finanziaria 2025
Come misuriamo i progressi
Per monitorare i progressi verso il raggiungimento del nostro obiettivo, adottiamo i seguenti approcci:
- Nei progetti di agricoltura rigenerativa valutiamo, dove possibile, le singole aziende agricole coinvolte. Quando il numero è particolarmente elevato e non è praticabile effettuare una valutazione di ciascuna di esse, viene utilizzato un campione rappresentativo.
- Per gli approvvigionamenti indiretti tramite fornitori, quando non è possibile valutare ogni singola azienda agricola, la verifica copre un numero di aziende agricole proporzionato ai volumi acquistati da Nestlé o su un campione rappresentativo. Quando la tracciabilità fino alla singola azienda agricola non è disponibile, le valutazioni vengono effettuate all'interno dell'area di approvvigionamento da cui Nestlé si rifornisce.
Per area di approvvigionamento si intende un insieme di aziende agricole o fornitori situati in una determinata zona geografica (per esempio all’interno dell’area coperta da una cooperativa agricola) da cui Nestlé acquista uno o più ingredienti. Questo approccio viene utilizzato, per esempio, quando Nestlé si rifornisce da un silo che aggrega i raccolti di più aziende agricole coinvolte in un progetto di agricoltura rigenerativa, nei casi in cui non sia disponibile una tracciabilità fino alla singola azienda agricola.
I 5 pilastri dell’agricoltura rigenerativa
Il modello descritto nel nostro Nestlé Agriculture Framework definisce il nostro approccio all'agricoltura rigenerativa attraverso cinque pilastri: tutela della biodiversità, qualità delle risorse idriche, salute del suolo, diversificazione colturale e integrazione di allevamenti e colture agricole, creazione di sinergie sul territorio.
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Biodiversità Le pratiche di agricoltura rigenerativa possono contribuire alla tutela della biodiversità sia sopra che sotto il suolo. La diversificazione delle colture e l'uso di colture di copertura tra un raccolto e l'altro, insieme a pratiche che favoriscono la presenza di microrganismi, funghi e animali come invertebrati, insetti e uccelli contribuiscono a migliorare la fertilità del suolo, l'impollinazione e la produttività dei terreni.
Queste pratiche possono contribuire ad aumentare la resilienza degli agricoltori ai cambiamenti climatici. Ad esempio, nelle aziende agricole della propria filiera, Nestlé sostiene gli agricoltori fornendo alberi ombra e da frutto che offrono protezione alle colture.
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Acqua Attraverso iniziative incentrate sulla gestione dell’acqua, puntiamo a contribuire a migliorarne la disponibilità e la qualità in alcune delle nostre filiere agricole.
Un approccio più strategico all'irrigazione, come l’irrigazione a pioggia, a goccia o la sub-irrigazione, permette di ridurre l’evaporazione dell'acqua rispetto a quella superficiale. Inoltre, la tecnologia digitale aiuta le aziende agricole a capire quando il terreno ha bisogno di acqua, evitandone un uso eccessivo.
Supportiamo gli agricoltori anche a ridurre l'uso di input chimici nelle coltivazioni e a favorire l’uso ottimizzato di fertilizzanti organici e del controllo biologico dei parassiti per ridurre il deflusso e potenziali effetti negativi sulla qualità dell’acqua.
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Salute del suolo Per coltivare cibo per noi e i nostri animali domestici, è fondamentale preservare terreni fertili e suoli sani.
Un suolo sano può essere definito come un suolo in grado di mantenere nel tempo la produttività, la biodiversità e la fornitura di servizi ecosistemici essenziali negli ecosistemi terrestri.
Un suolo sano può avere una maggiore capacità di assorbire e immagazzinare anidride carbonica dall'atmosfera, poiché contiene più materia organica rispetto a un suolo degradato. Inoltre, può avere una migliore interazione con la risorsa idrica: trattiene meglio l’acqua mitigando così gli effetti avversi sulle piante dovuti alla siccità e consente una maggiore infiltrazione dell’acqua nel suolo, riducendo il deflusso, l’erosione e il rischio di allagamenti durante le piogge intense.
Attraverso il nostro programma Farmer Connect, che lavora a stretto contatto con oltre 500.000 agricoltori e 150.000 fornitori in alcune filiere Nestlé quali latte, caffè, cereali e cacao, stiamo supportando l’implementazione su larga scala di pratiche agricole che tutelino e migliorino la salute del suolo e che contribuiscano ad aumentarne la materia organica.
Le pratiche agricole promosse includono rotazione delle colture, l’utilizzo di pacciamatura e fertilizzanti organici e la minima lavorazione del terreno.
Termine chiave
Suolo sano
La “salute del suolo” può essere definita come la capacità del suolo di sostenere la produttività, la diversità e i servizi ambientali degli ecosistemi terrestri. I “suoli sani” fungono da riserva di carbonio, contribuiscono alla qualità dell’acqua, sostengono le foreste, la produzione agricola e i pascoli.
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Sistemi colturali diversificati e integrazione del bestiame Una parte del nostro impegno per l'agricoltura rigenerativa consiste nell'integrazione del bestiame a pascolo nei sistemi agricoli, laddove ciò sia possibile e rilevante.
A tal fine incentiviamo presso i nostri fornitori le pratiche di silvopastorizia (in cui gli alberi vengono introdotti nelle aree di pascolo del bestiame), insieme a sistemi agricoli misti che integrano allevamento e coltivazione di colture agricole.
Continuiamo a lavorare per misurare e rendicontare accuratamente questi risultati nell'ambito del nostro più ampio approccio di monitoraggio, rendicontazione e verifica (Monitoring, Reporting and Verification – MRV).
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Creazione di sinergie sul territorio L’adozione di pratiche agricole rigenerative può trascendere le singole aziende agricole e coinvolgere interi territori con l’obiettivo ultimo di proteggere le risorse naturali, ad esempio attraverso regolamentazioni sull'uso delle terre comuni, progetti regionali di rimboschimento, la protezione delle risorse idriche condivise e la creazione di "corridoi" verdi per favorire la biodiversità.
I benefici di queste azioni collettive possono estendersi non solo agli agricoltori, ma anche alle comunità. Ad esempio, Nestlé è da tempo partner dell'iniziativa Landscape Enterprise Network (LENs) nell'Est dell'Inghilterra, che ha visto diverse aziende del largo consumo, enti locali e altri stakeholder collaborare per riconoscere e valorizzare i servizi ecosistemici forniti dagli agricoltori del territorio.
Agricoltura rigenerativa in Italia
Dal 2022, Purina sta concretamente contribuendo in Triveneto alla promozione delle pratiche di agricoltura rigenerativa nella filiera dei cereali e delle proteine vegetali. Nel 2025, il progetto coinvolge oltre 2.000 ettari di terreno.
Dal 2025 l’impegno prosegue anche con il lancio di un nuovo pilota con Biospheres, incentrato su un percorso personalizzato che accompagna le aziende agricole verso un approccio rigenerativo dell'agricoltura con l’obiettivo di portare numerosi vantaggi tra cui il miglioramento della qualità ed efficienza di utilizzo dell'acqua, la prevenzione delle inondazioni e dell'erosione del suolo, la rigenerazione della fertilità dei suoli, e la tutela della biodiversità.
Per maggiori informazioni consultare Il nostro progetto per l’agricoltura rigenerativa | Purina
Adozione delle pratiche di agricoltura rigenerativa
Per valutare il livello di maturità nell'implementazione dell'agricoltura rigenerativa da parte degli agricoltori, abbiamo sviluppato il Farm Assessment Tool (FAT). Questo strumento include un insieme di pratiche ed indicatori di risultato dell'agricoltura rigenerativa legati a salute del suolo, biodiversità, acqua, allevamento e gestione aziendale. La metodologia è stata inoltre personalizzata attraverso strumenti specifici per le diverse tipologie di colture.
Ogni strumento consente di classificare il livello di maturità nell’adozione delle pratiche di agricoltura rigenerativa nelle aziende agricole valutate:
- In fase di transizione verso l'agricoltura rigenerativa (Livello 1)
- Avanzato (Livello 2)
- Leader (Livello 3)
Confrontiamo i nostri requisiti con alcuni strumenti di valutazione utilizzati da fornitori così da assicurarne l’equivalenza e utilizziamo i risultati per misurare i progressi conseguiti.
Gli agricoltori sono al centro del nostro modello
L’agricoltura rigenerativa mette gli agricoltori al centro, sostenendo soluzioni adatte alle specificità dei loro terreni e colture. La transizione dalle pratiche agricole tradizionali a nuovi modelli di coltivazione può essere complessa; per questo adottiamo un approccio integrato che combina strumenti finanziari e incentivi, attività di formazione e sviluppo delle competenze, nonché la creazione di una domanda di mercato per ingredienti provenienti da aziende agricole che adottano pratiche di agricoltura rigenerativa. Questo aspetto è particolarmente importante per i piccoli agricoltori, che spesso non dispongono delle risorse economiche necessarie per realizzare tali investimenti.
Ad esempio, per supportare i piccoli produttori della filiera del caffè ad affrontare gli effetti del cambiamento climatico e garantire la coltivazione del caffè per le generazioni future, Nestlé mette a disposizione le proprie competenze nelle scienze agrarie. Attraverso metodi tradizionali di selezione varietale, i nostri ricercatori e agronomi hanno sviluppato "Star 4", una nuova varietà di caffè Arabica che offre una maggiore resistenza a malattie quali la ruggine fogliare, mantenendo al tempo stesso le caratteristiche distintive del caffè brasiliano apprezzate dal mercato. Sosteniamo inoltre l’adozione delle pratiche di agricoltura rigenerativa attraverso oltre 1.600 collaboratori Nestlé sul campo, che hanno svolto più di 100.000 sessioni di formazione.
In Indonesia stiamo sperimentando un programma assicurativo contro i rischi climatici destinato a oltre 800 piccoli produttori di caffè che riforniscono il marchio Nescafé. Realizzato in collaborazione con Blue Marble, specializzata in soluzioni assicurative per i rischi climatici, il programma offre una forma di tutela finanziaria pensata per supportare gli agricoltori nella gestione degli impatti associati a eventi meteorologici imprevedibili, come precipitazioni anomale e periodi di grave siccità.
In Costa d’Avorio, il nostro Income Accelerator Program è progettato per sostenere le famiglie produttrici di cacao con l’obiettivo di contribuire all’aumento del reddito familiare, favorire la frequenza scolastica dei bambini e promuovere pratiche agricole orientate alla tutela delle risorse naturali. Attraverso attività di formazione e assistenza tecnica rivolte ai piccoli agricoltori, il programma supporta l’adozione di pratiche che mirano a mantenere o migliorare le condizioni del suolo e a diversificare le fonti di reddito mediante l’introduzione di colture aggiuntive. Supportiamo inoltre gli agricoltori nell’adozione di tecniche innovative per valorizzare maggiormente il frutto del cacao. Ad esempio, utilizziamo parti della cabossa normalmente poco sfruttate, come la polpa e la placenta, per produrre scaglie di cioccolato, generando più valore da ogni frutto raccolto. Questo può contribuire ad aumentare sia la resa sia il valore economico ottenuto dal raccolto di cacao.
Queste iniziative mirano a sostenere una transizione equa, affinché il passaggio a sistemi produttivi più resilienti possa contribuire a rafforzare i mezzi di sussistenza delle comunità e minimizzare i potenziali impatti negativi. Non possiamo realizzare questa transizione da soli. È necessaria la collaborazione tra decisori politici e settore privato per creare condizioni favorevoli all’adozione di pratiche di agricoltura rigenerativa e rendere possibile una transizione equa.
Termine chiave
Transizione equa
Per “transizione giusta” si intende un quadro volto a supportare la trasformazione dei sistemi alimentari su larga scala, creando opportunità di lavoro dignitoso e riducendo al minimo i potenziali impatti negativi su agricoltori, lavoratori e comunità. Comprende una serie di azioni volte a mitigare gli impatti sociali ed economici negativi degli interventi in ambito climatico e agricolo, massimizzandone al contempo i benefici per tutti gli stakeholder, in particolare per i soggetti più vulnerabili come agricoltori, donne e lavoratori migranti. Tali azioni possono, per esempio, contribuire a rafforzare la resilienza, migliorare i mezzi di sussistenza e promuovere il rispetto dei diritti umani. Una transizione equa richiede inoltre di anticipare, prevenire e affrontare i rischi sociali ed economici associati alla transizione climatica e agricola, favorendo un’equa distribuzione dei benefici, come una maggiore resilienza e migliori opportunità in termini di produttività e reddito. Ciò riguarda in particolare i piccoli agricoltori, i lavoratori, le donne e i lavoratori migranti, che potrebbero risentire in misura maggiore degli effetti della transizione.
Verso un approccio condiviso
Nel 2026, Nestlé si è unita a oltre 40 aziende del settore alimentare e agricolo nel sostenere il programma Regenerating Together. Si tratta di un’iniziativa collaborativa della Sustainable Agriculture Initiative Platform (SAI Platform), volta ad accelerare l’adozione delle pratiche di agricoltura rigenerativa attraverso indicazioni operative, supporto durante la transizione e solidi protocolli di verifica. Sviluppato congiuntamente da Nestlé e da altre aziende, con il contributo di agricoltori, organizzazioni non governative, mondo accademico e partner del settore, il programma mira a migliorare la coerenza, la credibilità e la trasparenza lungo le filiere.
Il programma Regenerating Together promuove un approccio integrato all’agricoltura ispirato ai principi dell’agroecologia. L’iniziativa sostiene tre risorse agricole fondamentali — suolo, acqua e biodiversità — con l’obiettivo di contribuire al benessere delle comunità agricole.
L’agricoltura rigenerativa in azione
Collaborare per implementare pratiche di agricoltura rigenerativa
Nestlé Francia collabora con diversi stakeholder per accelerare l’approvvigionamento di ingredienti chiave provenienti da agricoltori che implementano pratiche di agricoltura rigenerativa. Il consorzio (che comprende Earthworm Foundation, Kermap, Inrae e Agro-Transfer, oltre a fornitori e cooperative locali) sostiene l’implementazione di pratiche quali colture di copertura, rotazione delle colture e la minima lavorazione del terreno. Il progetto mira ad aumentare il contenuto di sostanza organica nei suoli, contribuendo a migliorarne la fertilità e la produttività.
Nestlé ha inoltre avviato due progetti con Cargill ed ETG | Beyond Beans per ridurre le emissioni di carbonio nelle filiere del cacao. Le iniziative promuovono agroforestazione, agricoltura rigenerativa e riforestazione, con l’obiettivo di distribuire oltre due milioni di alberi da ombra in Ghana e Costa d’Avorio. Grazie alla stretta collaborazione con le comunità locali, questi progetti mirano a contribuire alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, a tutelare la biodiversità e a sostenere le comunità agricole.
Gli allevatori protagonisti della transizione del settore lattiero-caseario
In Brasile, il programma Nature por Ninho premia gli agricoltori che adottano pratiche di agricoltura rigenerativa. Gli oltre 100 agricoltori coinvolti, che hanno raggiunto il livello Advanced (Livello 2) del Nestlé Agriculture Framework, segnalano miglioramenti nella salute del suolo, nella biodiversità e nella gestione delle risorse idriche.
Nel Regno Unito, Nestlé collabora da oltre vent’anni con First Milk, una cooperativa lattiero-casearia composta da circa 700 produttori. Insieme hanno sviluppato un programma basato sulla salute del suolo, la tutela della biodiversità e la riduzione delle emissioni di carbonio. Circa 75 allevatori della cooperativa First Milk, che producono latte destinato ai prodotti Nestlé a base di cioccolato e caffè, adottano oggi pratiche di agricoltura rigenerativa, tra cui il pascolo rotazionale, la diversificazione delle specie foraggere, la riduzione dell’uso di fertilizzanti sintetici, l’integrazione di alberi e siepi nel sistema agricolo e l’attenzione al benessere animale.
L’attenzione è rivolta al supporto dei fornitori e degli agricoltori attraverso attività di formazione, assistenza tecnica e strumenti di sostegno economico, nonché al progressivo ampliamento delle iniziative sul territorio. Queste attività rientrano nel nostro impegno a promuovere l’adozione dell’agricoltura rigenerativa.




