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Vivere più a lungo non basta più: la vera sfida oggi è vivere bene, in salute, con autonomia e qualità della vita.

Da questa riflessione è nato “La longevità è donna?”, il talk ospitato il 18 maggio presso ReNest a CityLife Milano, lo spazio dedicato al benessere e all’innovazione sociale promosso da Nestlé.

Moderato da Francesca Varasi (ELLE), l’incontro ha visto il confronto tra la Prof.ssa Patrizia Rovere Querini (IRCCS Ospedale San Raffaele) e Nic Palmarini (National Innovation Centre for Ageing, UK), mettendo al centro il ruolo delle donne nei percorsi di prevenzione e salute.

I dati dell’Osservatorio Nestlé L’Età Senza Età sulla longevità mostrano come le donne siano più consapevoli: il 79% sa cosa significhi mangiare correttamente per invecchiare in salute (vs 66% uomini) e il 63% ha adottato integratori per migliorare il proprio futuro.

Le donne vivono più a lungo, ma spesso meno in salute: la longevità è vivere bene, non solo più a lungo”, ha spiegato Rovere Querini, sottolineando l’importanza di prevenzione, alimentazione ed equilibrio lungo tutto l’arco della vita.

Il dibattito ha evidenziato come la longevità sia una sfida collettiva, influenzata anche dal contesto sociale. “Il codice postale influenza la nostra traiettoria di longevità molto più del codice genetico” ha osservato Palmarini, richiamando fattori come relazioni, servizi e qualità della vita.

Spazio anche al peso della “generazione sandwich” e della cura informale, sostenuta in gran parte dalle donne, e alla necessità di nuovi modelli più equi e sostenibili.

Ne emerge una nuova idea di longevità: meno mito della giovinezza eterna, più attenzione al benessere quotidiano, fatto di equilibrio, relazioni e consapevolezza.

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