Milano, 5 dicembre 2025 – In occasione delle festività, Nestlé ripropone i risultati della propria ricerca sul valore simbolico del “Nido”[1], un concetto profondamente radicato nell’immaginario universale.
Se per molti il Natale è il momento più atteso dell’anno, per altri può trasformarsi in una maratona affettiva, culinaria e sociale che mette alla prova anche i più allenati. Secondo il Rapporto di fine 2024 della American Psychiatric Association (APA), negli Stati Uniti circa il 28% dichiara di essere più stressato durante la stagione delle feste rispetto al resto dell’anno. Le cause principali? Dinamiche familiari, aspettative sociali, nostalgia o assenze importanti, oltre alle immancabili pressioni economiche.
In Italia non esistono dati ufficiali sul numero di persone che ricorrono allo psicologo dopo le vacanze natalizie: un fenomeno difficile da misurare, perché gli italiani si rifugiano nel proprio nido di origine o in quello che si è scelto come ‘proprio’. Un nido che, infatti, significa soprattutto calore (65%), accoglienza (59%) e la presenza di persone con cui ci si sente compresi. Un ambiente dove si può davvero ‘abbassare le spalle’.
Ed è proprio riscoprendo cosa rende un luogo davvero “Nido”, secondo quanto emerso dall’indagine Nestlé, possiamo individuare alcune regole di sopravvivenza suggerite dall’antropologa Marta Villa[2] (Università di Trento) nel caso servano per affrontare le feste con più serenità (e un pizzico di ironia).
Senza dimenticare che, come ci ricorda Villa: “il nido non è più soltanto uno spazio fisico, ma uno stato mentale, un luogo di conforto emotivo, di protezione e autenticità”.
Da qui nasce la guida antropologica leggera, ironica e sorprendentemente utile:
Le 7 Regole del Nido per Sopravvivere al Natale
1. Ricorda che il Nido non coincide per forza con le quattro pareti di casa.
Per il 52% degli italiani, il Nido è uno spazio mentale, un rifugio emotivo, non necessariamente il luogo dove si torna ogni anno.
Regola: crea il tuo “nido portatile”: cuffie, copertina, playlist salvavita che puoi chiamare con un nome coccoloso, come ‘budino al cioccolato’. Bastano 10 minuti di decompressione e il Natale torna più morbido.
2. Scegli bene dove atterrare
Per l’86% degli intervistati, il Nido è un luogo protetto, dove ci si sente compresi e accolti.
Regola: prima di decidere dove trascorrere pranzi e cene infinite, chiediti: questa tavola è un nido o una giungla?
3. Il Nido non insegue la perfezione
L’85% degli italiani associa il Nido a calore, autenticità e trasmissione di valori come sicurezza, tenerezza e amorevolezza, non certo a un’estetica impeccabile.
Regola: libera il Natale dalla schiavitù della “tavola Pinterest”: nessuno ricorda il centrotavola. Tutti ricordano il clima, gli abbracci veri, l’ultimo caffè della serata tra risate e racconti.
4. Porta con te il tuo comfort food emotivo
Il cibo è uno dei simboli più forti del Nido: per 6 italiani su 10 è a tavola che si trasmettono i valori più profondi. Se prevedi una situazione “a rischio”, meglio attrezzarsi.
Regola: è ammesso ogni comfort food: dal dolce di famiglia al brodo salvavita. Se ti fa sentire a casa, vale più di mille menu stellati.
5. Il Nido è uno spazio senza giudizio
Il sondaggio mostra che il giudizio è uno dei fattori che può far “perdere il nido”. Non a caso, il 20% lo percepisce come un ambiente limitante.
Regola: preparati alle domande classiche (“A quando i figli?”, “Sei ingrassato?”, “Quando ti sistemi?”).
Risposta consigliata: “Non ho compreso la domanda. Riprovare più tardi”.
6. Circondati delle persone che ti fanno abbassare le spalle
Il Nido è il luogo in cui possiamo essere noi stessi: più di 1 italiano su 2 vi ha cercato rifugio nei momenti difficili, confermandolo come spazio di rinascita.
Regola: crea piccoli “micro-nidi” mobili: due complici, un sorriso d’intesa… e la situazione si riequilibra.
7. Proteggi i tuoi rituali
Rituali, profumi e consuetudini sono i mattoni fondamentali del Nido. Per oltre 8 italiani su 10, le abitudini apprese nel nido continuano a orientare ogni giorno le scelte di vita, generando benessere.
Regola: difendi ciò che ti fa stare bene, fosse anche il film natalizio che conosci a memoria o la passeggiata del 26 mattina. È lì che ritrovi il tuo centro.
“Nel nido si viene accolti appena nati, ma vi si torna anche da adulti” sottolinea Marta Villa. “È rifugio, grembo, punto di trasformazione. È dove cresciamo, dove torniamo feriti o stanchi, ma anche dove nascono le parole, i racconti, le radici”.
Da più di 150 anni, questo stesso nido è al centro del logo Nestlé: un richiamo costante alla cura, alla protezione e al valore delle relazioni autentiche che guidano l’azienda ieri come oggi.
Gruppo Nestlé
ll Gruppo Nestlé opera in 187 Paesi con più di 2000 marche tra globali e locali, è l’azienda alimentare leader nel mondo, attiva dal 1866 nella produzione e distribuzione di prodotti per la Nutrizione, la Salute e il Benessere delle persone. Good food, Good life è la nostra firma e il nostro mondo. Nel nido che condividiamo - simbolo di protezione, crescita e identità - lavoriamo ogni giorno per sostenere il benessere delle persone di tutto il mondo, con un impegno concreto verso la nutrizione, il pianeta, le persone e le comunità in cui operiamo. Presente da oltre 110 anni in Italia, Nestlé rinnova ogni giorno il suo impegno attraverso azioni concrete, esprimendo con i propri prodotti e marchi tutto il buono dell’alimentazione. L’azienda opera nel Paese in 9 categorie merceologiche, con un portafoglio di oltre 90 marche, tra cui: Meritene, Pure Encapsulations, Vital Proteins, Optifibre, Modulen, Solgar, S.Pellegrino, Acqua Panna, Levissima, Bibite e aperitivi Sanpellegrino, Purina Pro Plan, Purina One, Gourmet, Friskies, Felix, Nidina, Nestlé Mio, Nespresso, Nescafé, Nescafé Dolce Gusto, Starbucks, Orzoro, Nesquik, Garden Gourmet, Buitoni, Maggi, Perugina, Baci Perugina, KitKat, Galak, Smarties, Cereali Fitness.
Per informazioni:
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[1] Da più di 150 anni, il logo Nestlé è raffigurato da un nido. Non solo un’immagine ma anche una missione per ogni fase della vita: nutrire il futuro, custodendo la memoria. La ricerca su Italiani e nido, è stata svolta nell’aprile 2025 su un campione di 1200 italiani.
[2] Marta Villa, Antropologa culturale, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, Università degli Studi di Trento.