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Portafoglio leggero: anche l'alimentazione ne risente

I dati dell’Osservatorio Nestlé-Fondazione ADI sulla relazione tra comportamenti di acquisto, abitudini alimentari e stili di vita. Il 64% degli italiani alla ricerca del prezzo più basso e un buon 25,5% ancora fedele ai valori della marca

Comunicati Stampa
Milano,
mag 06, 2012

In tempo di crisi il Bel Paese corre ai ripari, soprattutto al momento di fare la spesa, come dimostrano i dati della 3^ edizione dell’Osservatorio Nestlé-Fondazione ADI. Dalla ricerca emerge, infatti, come l’atto di acquisto sia dettato per ben il 64% degli italiani dalla ricerca del prezzo più basso. Nonostante ciò, più di 1 consumatore su 4 resta ancora fedele al brand ‘di fiducia’ (25,5%), dichiarando che non sostituirebbe mai prodotti della sua marca preferita con altri in sconto o in promozione.

L'attenzione al prezzo non deve condizionare le corrette scelte alimentari

Lo studio, che rappresenta una delle più complete indagini annuali sullo stato di forma fisica e sulle abitudini alimentari della popolazione, ha infatti rilevato 5 cluster di consumatori incrociando l’attitudine al prezzo con lo stile di vita. La necessità di questa correlazione nasce dalla sempre più diffusa e allarmante predisposizione ad un acquisto conveniente a scapito di una valutazione ponderata della qualità organolettica e nutrizionale dei prodotti. Per quanto possa risultare inevitabile, infatti, che in tempo di crisi gli italiani stringano la cinghia, è comunque necessario mantenere alta l’attenzione a corrette scelte alimentari per non compromettere la buona salute e non rinunciare alle proprie preferenze di gusto.

Cinque modi di fare la spesa in base al prezzo e allo stile di vita

Portafoglio leggero

I FEDELI
Quando si innamorano di un brand rimangono fedeli per tutta la vita!
Conoscono il prezzo, ma è poco rilevante perché costoro hanno occhi solo per i prodotti del loro brand preferito, senza curarsi del resto. I fedeli (25,5% del campione) non riescono proprio ad accontentarsi, e, se nel negozio di fiducia non trovano la propria marca di prodotti alimentari, vanno a cercarla altrove! Il “tipo fedele” è per lo più una donna, prevalentemente residente al sud o nelle isole, con una buona dose di ottimismo: il 57% dei fedeli dichiara, infatti, di seguire con molta facilità una sana alimentazione e di tenere sotto controllo il proprio peso tutti i giorni. Peccato, però, che siano meno virtuosi quando si parla di attività fisica; il 31% dichiara, infatti, di non praticare mai sport e il 39% di fare una vita sedentaria.

I LAST MINUTE
Sono gli ‘affaristi’ dell’ultimo momento e sono davvero in tanti, il 43%!
Non conoscono i prezzi ma, al momento dell’acquisto, cercano di “fare un buon affare”. Risiedono prevalentemente al nord (48% contro il 18% del centro e il 33 % del sud e isole), ritengono che l’alimentazione equilibrata sia molto importante (93%) e che equivalga a sentirsi sani ed in forma (40%). Nonostante ciò, il 21% di questi consumatori ancora non riesce a seguire con facilità un’alimentazione varia ed equilibrata, il 68% non fa attenzione al contenuto calorico dei cibi che mangia e il 56% si ritiene obeso o in sovrappeso.

I PARSIMONIOSI
Quando vanno a fare la spesa sono sempre alla ricerca del prezzo più basso e a caccia di promozioni. Acquistano spesso i prodotti alimentari in offerta indipendentemente dal brand ma hanno una gran memoria: dichiarano, infatti, di conoscere e ricordare i prezzi dei prodotti alimentari delle principali marche.
Questo 21% a tavola è un gran consumatore di pasta o riso, spesso accompagnati da una birra di cui fa un gran consumo. Tra i parsimoniosi circa il 51% afferma che sia facile seguire un’alimentazione sana ed equilibrata e ben il 41% dichiara di considerare “l’alimentazione” lo strumento per sentirsi sani e in forma; quando però arriva il momento dello spuntino, sceglie i cibi sbagliati (patatine, panini farciti, pizze e focacce). Rispetto agli altri, i parsimoniosi fanno poca attività fisica: ben il 43%, infatti, dichiara di praticare sport meno di 1 ora a settimana.

GLI INNOVATORI
Sono la piccola parte dei consumatori (6,7%) che si dichiara disposta a pagare in più per caratteristiche di prodotto nuove, speciali e distintive. L’innovatore “tipo” è un uomo (53%), molto sportivo (il 38% dichiara infatti di fare sport con regolarità), che al mattino fa una colazione varia ed abbondante e che, oltre al solito latte e caffè, prevede anche yogurt, frutta e spremute. Sano anche lo spuntino dell’innovatore che prevede prevalentemente frutta (30%), yogurt (19%) e cereali (15%).
L’alimentazione varia ed equilibrata è molto importante per questo tipo di consumatore (lo dichiara il 96% degli intervistati) ed è anche molto semplice da seguire (per il 57%). Il 47% degli innovatori, infatti, mangia per sentirsi sano ed in forma e si attiva per controllare il proprio peso tutti i giorni (47% contro il 39% del totale del campione). L’innovatore è dunque molto attento al cibo, in particolare controlla il contenuto calorico (il 53% lo fa sempre o spesso) e le porzioni che consuma (il 59%).

GLI INDIFFERENTI
Vista la crisi sono una categoria in estinzione rappresentano infatti una piccolissima parte del campione (3,8%), non conoscono il prezzo, né lo ritengono rilevante. Per loro “i prodotti alimentari costano così poco che non vale la pena perdere tempo a cercare il prezzo più basso”.
Ma qual è il profilo dell’indifferente tipo? E’ prettamente un uomo (61%) che risiede al sud o nelle isole (38%) e che fa una vita mediamente sedentaria (41%). Solitamente non ama spezzare l’appetito con degli spuntini (69%) ed è molto difficile trovarlo davanti alla tv per il pranzo o la cena (il 37% dichiara di non farlo mai), prediligendo la convivialità e il gusto di stare a tavola. Ben il 60% degli indifferenti dichiara, inoltre, di sentirsi in sovrappeso, eppure, il 34% non fa mai nulla per controllare il proprio peso e il 70% non conosce neppure il proprio fabbisogno giornaliero di calorie.

H3 La crisi non è un alibi per sfuggire alle buone abitudini alimentari

Secondo il dott. Giuseppe Fatati, coordinatore scientifico dell’Osservatorio Nestlé e Presidente della Fondazione ADI, “ dai dati emerge un quadro interessante per individuare le aree di miglioramento nelle abitudini alimentari. Infatti, soprattutto se negative, le scelte tendono a consolidarsi nel tempo e ad essere, anzi, peggiorate e rese lecite proprio dall’alibi della crisi persistente. Nella nostra società la necessità di buone regole a tavola può talvolta non essere riconosciuta come prioritaria portando, in questa ottica, a considerare l’alimento come uno dei molti beni di consumo, possibilmente in grande varietà e a basso costo. Purtroppo, però, a tavola, il basso costo spesso corrisponde a una bassa qualità di ciò che si consuma con ricadute in termini di valori nutrizionali e appagamento sensoriale. Il fatto dunque che il 43 % del campione (ovvero il cluster last minute) cerchi un buon affare è una testimonianza molto allarmante e degna di una riflessione approfondita. E’ dunque importante tenere monitorati nel tempo gli indici di comportamento e lo stato fisico della popolazione per focalizzare la possibili aree di intervento”.

LA METODOLOGIA - La terza edizione dell’Osservatorio Nestlé - Fondazione ADI ha visto coinvolto un campione di 1.000 individui rappresentativo della popolazione italiana per sesso, età, area geografica, intervistato telefonicamente. Il questionario è stato compilato anche online da oltre 5.500 persone che hanno offerto una fotografia esatta e mirata dello stato di salute del paese. www.buonalavita.it; www.nestle.it

Per maggiori informazioni relative l’indagine, la metodologia utilizzata e i risultati completi dello studio:

Maria Letizia Balducci
Nestlé
Tel. +39 02 81817406
E-mail: [email protected]

Rossella Camaggio
Edelman
Tel. +39 02.63116228
E-mail: [email protected]
Luana Maltese
Edelman
Tel. +39 02.63116.230
E-mail: [email protected]

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