Assago (MI), 5 maggio 2026 – Dormire meglio, mangiare sano, muoversi di più, stressarsi di meno. Se fosse una checklist, la longevità sarebbe già risolta.
È proprio da qui che parte la nuova rilevazione dell’Osservatorio Nestlé “L’Età senza Età”, il progetto che dal 2009 analizza il rapporto degli italiani con alimentazione, benessere e stili di vita e che dal 2024 ha ampliato il proprio focus sui temi della longevità.
Con il contributo del coordinatore scientifico, dottor Giuseppe Fatati, nutrizionista e presidente dell’Italian Obesity Network, e della professoressa Patrizia Rovere Querini, direttrice dell’Unità Operativa di Medicina Generale a indirizzo salute metabolica e invecchiamento dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e docente di Medicina Interna all’Università Vita‑Salute San Raffaele, la nuova indagine dell’Osservatorio Nestlé punta a promuovere una vera cultura della longevità attiva. L’obiettivo è mettere in evidenza quanto sia essenziale adottare stili di vita equilibrati e orientati al benessere per migliorare la qualità della vita, oggi e negli anni futuri e aiutare a comprendere quali siano gli ostacoli che ne rendono difficile l’adozione nella vita di tutti i giorni.
Sulla carta, gli italiani sembrano preparati: due su tre dichiarano di sapere cosa fare per invecchiare bene. Il problema è che la vita reale non funziona come una checklist. E così, tra una buona intenzione e l’altra, solo il 24% riesce a mantenere comportamenti salutari con costanza.
Come osserva la professoressa Patrizia Rovere Querini: “Oggi non manca la conoscenza, manca la capacità di tradurla nella pratica quotidiana. Il benessere resta spesso un’intenzione più che un comportamento concreto.”
Il dottor Giuseppe Fatati aggiunge: “Da oltre quindici anni, con l’Osservatorio Nestlé osserviamo l’evoluzione dei comportamenti degli italiani. La consapevolezza cresce, lo vediamo anche nella nostra attività clinica, ma trasformare i principi in abitudini consolidate è ancora una sfida. Ci auguriamo che questa nuova indagine possa contribuire a diffondere buone pratiche per prendersi cura di sé”.
Dal “vecchio a chi?” al “perché non lo facciamo?”
Rispetto alla precedente edizione dell’Osservatorio Nestlé, il cambio è evidente.
Nel 2025 gli italiani ridefinivano la vecchiaia: oltre la metà si sentiva più giovane della propria età, spostando in avanti, anche simbolicamente, il concetto stesso di “essere vecchi”.
Nel 2026, il tema è più concreto. Non basta più sentirsi giovani, bisogna riuscire a comportarsi da tali. La longevità, insomma, smette di essere un’idea e diventa una pratica quotidiana. E proprio lì emergono le difficoltà.
Mangiare bene: lo sappiamo, ma non lo facciamo
Oltre 7 italiani su 10 conoscono le regole di una corretta alimentazione per invecchiare in salute.
La pratica però è un’altra storia: solo poco più della metà riesce a essere costante, e 1 su 4 ammette di farcela raramente.
Gli ostacoli? Tempo, costi, abitudini radicate.
Giuseppe Fatati osserva: “Tempi stretti e ritmi di lavoro intensi rendono difficile trasformare la teoria in pratica. La spesa è il primo vero atto di prevenzione: oggi si può conciliare salute, gusto e velocità, ma serve un minimo di pianificazione”.
Il vero limite? Non solo noi stessi
Per oltre la metà degli italiani, oggi uno stile di vita sano non è alla portata di tutti.
E il 46% ritiene che l’ambiente in cui viviamo influenzi in modo decisivo le scelte quotidiane.
Patrizia Rovere Querini conferma: “La longevità si costruisce nelle piccole scelte di ogni giorno, soprattutto quando siamo stanchi o fuori routine. La volontà conta, ma deve essere sostenuta da un ambiente che renda facili le scelte sane.”
A questo si aggiunge il tema della wellness economy, come ricorda Fatati: “Servizi, palestre, programmi nutrizionali e soluzioni digitali sono concentrati nelle città e hanno costi non sempre sostenibili.”
La longevità non è solo ciò che mangi: è anche con chi vivi
La salute è sempre meno individuale e sempre più relazionale.
Quasi il 95% degli italiani riconosce l’impatto dello stress, 8 su 10 quello delle relazioni, 9 su 10 il valore del supporto emotivo. E oggi questo si traduce in azioni: 7 italiani su 10 dichiarano che sono i propri progetti di vita a motivarli a prendersi cura della salute. Non è solo prevenzione: è avere un motivo per stare bene.
Fatati aggiunge: “Un tempo gli spazi pubblici favorivano l’interazione spontanea. Oggi, con ritmi accelerati e tecnologie pervasive, le occasioni di relazione significativa si riducono, aumentando il rischio di isolamento.”
Le donne studiano di più. Ma l’esame resta difficile per tutti
Dalla survey emerge una forte lettura al femminile: le donne mostrano una maggiore consapevolezza sui temi della longevità e della prevenzione.
Il 79% dichiara di sapere cosa significhi mangiare correttamente per invecchiare in salute (contro il 66% degli uomini), il 63% ha assunto integratori nell’ultimo anno per migliorare la salute futura (49% gli uomini) e il 45% indica la familiarità con le malattie come principale fonte di preoccupazione (31% gli uomini).
Una maggiore attenzione che si accompagna anche a una maggiore responsabilità percepita: per molte donne la longevità è già un progetto attivo, non solo un obiettivo.
La prof.ssa Rovere Querini aggiunge “Le donne vivono più a lungo, ma spesso con maggiore fragilità. Sono più consapevoli, ma continuano a prendersi cura soprattutto degli altri, trascurando sé stesse.”
Non è il DNA. È il lunedì mattina
Gli italiani, almeno su questo, hanno fatto pace con la scienza. L’87% crede nel ruolo dello stile di vita e 6 su 10 lo considerano importante quanto la genetica.
E 1 su 2 è convinto che non sia mai troppo tardi per cambiare.
Spiega Patrizia Rovere Querini: “Tra i 40 e i 50 anni esiste ancora un ampio margine di intervento sulla qualità dell’invecchiamento. Non bisogna essere stati perfetti per costruire una buona vecchiaia.”
Secondo la docente, i pilastri restano gli stessi: controlli periodici, movimento costante, alimentazione equilibrata. Ma non basta.
Sonno, gestione dello stress e qualità delle relazioni sociali giocano un ruolo decisivo. Coltivare interessi, mantenere la mente attiva e circondarsi di persone con cui condividere esperienze aiuta a proteggere il benessere psicofisico nel tempo.
“La longevità nasce dall’equilibrio tra tutti questi fattori, non da una lista rigida di regole”, aggiunge Rovere Querini.
Conclude Giuseppe Fatati: “Oggi sappiamo che una parte significativa di un invecchiamento sano e attivo dipende da noi. È un cambiamento importante rispetto al passato, quando si pensava che la genetica determinasse tutto. Passiamo da una visione passiva a una più attiva, fatta di gesti concreti e piccole scelte positive ripetute nel tempo.”
Ed è proprio su questo spazio, tra consapevolezza e azione, che si inserisce il lavoro dell’Osservatorio Nestlé “L’Età senza Età”: contribuire a trasformare la conoscenza in comportamento, rendendo la longevità non solo un obiettivo condiviso, ma una possibilità concreta e accessibile per tutti.
L’Osservatorio Nestlé “L’Età senza Età”
Istituito nel 2024 nell’ambito dell’Osservatorio Nestlé (attivo dal 2009), “L’Età senza Età” nasce per promuovere una cultura della longevità attiva e dell’healthy aging, valorizzando dati, ricerca e contributi multidisciplinari per sostenere scelte consapevoli lungo tutto l’arco della vita.
Gruppo Nestlé
Il Gruppo Nestlé, presente in 187 Paesi con più di 2000 marche tra globali e locali, è l’azienda alimentare leader nel mondo, attiva dal 1866 per la produzione e distribuzione di prodotti per la Nutrizione, la Salute e il Benessere delle persone. Good food, Good life è la nostra firma e il nostro mondo.
Presente in Italia da oltre 110 anni, dimostra ogni giorno il suo impegno con azioni concrete portate avanti dalle oltre 90 marche, promuovendo conoscenza, consapevolezza, cultura rispetto alla sostenibilità del sistema agroalimentare. Nel nido che condividiamo - simbolo di protezione, crescita e identità - ogni ramo esprime la dedizione nel sostenere le famiglie, creando vicinanza e dialogo e condividendo attraverso i suoi prodotti momenti speciali.
L’azienda opera in Italia in 9 categorie con un portafoglio di numerose marche, tra queste: Meritene, Pure Encapsulations, Vital Proteins, Optifibre, Modulen, S.Pellegrino, Acqua Panna, Levissima, Bibite e aperitivi Sanpellegrino, Purina Pro Plan, Purina One, Gourmet, Friskies, Felix, Nidina, Nestlé Mio, Nespresso, Nescafé, Nescafé Dolce Gusto, Starbucks, Orzoro, Nesquik, Garden Gourmet, Buitoni, Maggi, Perugina, Baci Perugina, KitKat, Galak, Smarties, Cereali Fitness.
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