Sorry, you need to enable JavaScript to visit this website.
Sort by
Sort by

LONGEVITÀ, CERVELLO, MICROBIOMA E NUTRACEUTICA: LA NUOVA FRONTIERA DELLA PREVENZIONE PASSA DAGLI STILI DI VITA

Dai polifenoli al digiuno intermittente, dalla salute del cervello allo stress sociale: le evidenze emerse dal Padova Meets Harvard  disegnano il concetto di healthy ageing

Comunicati Stampa

Milano, 29 maggio 2026 – Il modo in cui si invecchia non dipende solo dall’età anagrafica ma dall’interazione continua tra genetica, alimentazione, stile di vita, stress e ambiente sociale.

Tra i grandi temi che ricorrono nelle discussione contemporanea sulla salute, tre sono particolarmente “caldi”: cervello, microbioma e metabolismo. A questi si aggiungono altri fattori che acquistano sempre più rilevanza come lo stress sociale, i ritmi della vita moderna e la qualità delle esposizioni quotidiane, che incidono profondamente sui processi biologici dell’invecchiamento.

 

È questo il filo conduttore emerso dal Padova Meets Harvard, il summit che ha riunito alcuni tra i più autorevoli esperti italiani e dell’Università di Harvard in tema di neuroscienze, nutrizione, metabolismo, microbioma e medicina preventiva per fare il punto, anche attraverso studi inediti o pubblicati su importanti riviste scientifiche internazionali, sui nuovi scenari della longevità in salute. 

L’evento, giunto quest'anno alla 5° edizione e realizzato con il contributo non condizionante di Solgar Italia, ha evidenziato il cambio di paradigma della medicina contemporanea: dal cercare di prolungare semplicemente l’aspettativa di vita al tentare invece di migliorare la qualità degli anni che si aggiungono mantenendosi sani e attivi, ottimizzando l’integrazione dei meccansimi biologici con gli stili di vita e, allo stesso tempo, con un’attenzione al benessere mentale.

 

Partendo dai risultati di studi pubblicati recentemente, ricerche e trial clinici guidati dagli stessi relatori e da dati preliminari di studi ancora in corso, il confronto ha messo in evidenza tre grandi direttrici emergenti nella ricerca: la centralità dell’asse cervello-metabolismo-immunità, il ruolo delle esposizioni ambientali e sociali e la crescente importanza delle strategie integrate dello stile di vita: dalla dieta mediterranea ai polifenoli, sino al digiuno intermittente e all’attività fisica strutturata.

 

Dalla genetica all’ambiente, dalla dieta allo stress, sino allo stile di vita quotidiano: la prevenzione oggi non è più un intervento singolo ma un insieme di fattori che si sommano nel tempo”, ha spiegato Antonio Paoli, Prorettore al Benessere e allo Sport dell’Università di Padova, Professore di Scienze dell’Esercizio Fisico e dello Sport e responsabile del Nutrition and Exercise Science Laboratory del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova.

Qui si inserisce il ruolo delle strategie nutrizionali integrate e della nutraceutica, intesa non come scorciatoia ma come possibile supporto all’interno di percorsi strutturati di salute. Il messaggio emerso dal Padova Meets Harvard è chiaro: la longevità non si costruisce con una singola soluzione ma attraverso un approccio integrato che coinvolga alimentazione, attività fisica, gestione dello stress, salute metabolica, microbioma e qualità delle relazioni sociali. Un modello di prevenzione che guarda non solo agli anni di vita ma, soprattutto, agli anni vissuti in salute”.

 

Dal cervello all’infiammazione: la nuova lettura dell’invecchiamento

Il cervello si conferma uno degli organi più sensibili all’invecchiamento biologico e agli stress ambientali. Il declino cognitivo e le malattie neurodegenerative rappresentano oggi una delle principali sfide sanitarie globali.

Ad influenzare questo processo non sono solo i fattori biologici ma anche le condizioni sociali, economiche e ambientali. Il concetto di “esposoma” - l’insieme delle esposizioni e delle esperienze lungo tutto l’arco della vita - è sempre più centrale per spiegare come stress, alimentazione, relazioni e contesto sociale incidano sui meccanismi di infiammazione e invecchiamento cerebrale.

 

Cibo, infiammazione e prevenzione: dalla dieta ai meccanismi biologici

La nutrizione non è più letta come somma di calorie o singoli nutrienti ma come un vero e proprio linguaggio biologico capace di interagire con i sistemi dell'organismo.

Grande attenzione è stata dedicata alla dieta mediterranea e ai composti bioattivi naturali, come polifenoli e flavonoidi, presenti in alimenti vegetali. Le evidenze suggeriscono che queste sostanze possano modulare i processi di infiammazione e stress ossidativo e influenzare indirettamente i meccanismi dell'invecchiamento cellulare.

Più che sui singoli nutrienti, la ricerca si concentra oggi sull'interazione tra pattern alimentari e sistemi biologici, in una logica di prevenzione sempre più personalizzata.

 

Il microbioma: un ecosistema che cambia con noi

Dentro questo quadro si inserisce un protagonista sempre più centrale: il microbioma.

Che non è statico ma piuttosto un ecosistema dinamico che evolve con età, dieta, farmaci, ambiente e relazioni sociali. Convivenza, famiglia, scuola e contatti quotidiani contribuiscono a modellare un’impronta microbica unica per ogni individuo.

Studi recenti mostrano che le persone che vivono insieme tendono a condividere parte del microbioma mentre nei bambini le interazioni sociali possono avere un impatto addirittura maggiore rispetto alla famiglia di origine.

Questo sistema invisibile influenza metabolismo, immunità, rischio di obesità e diabete, aprendo nuove prospettive per la prevenzione personalizzata.

 

Digiuno, esercizio e ritmo del corpo

Un altro asse emerso con forza è quello tra alimentazione e movimento.

Il digiuno intermittente e il time-restricted eating vengono oggi studiati non come mode alimentari ma come strumenti in grado di attivare risposte adattative complesse.

Regolazione del metabolismo, miglioramento della sensibilità insulinica, controllo dell'infiammazione e adattamento energetico sono solo alcuni degli effetti osservati.

Quando si combinano con l’attività fisica possono potenziarsi a vicenda, migliorando composizione corporea, efficienza metabolica e risposta immunitaria.

Il messaggio condiviso dagli esperti è chiaro: il punto non è estremizzare ma costruire un equilibrio sostenibile tra alimentazione, movimento e recupero.

 

Il fegato come specchio della salute metabolica

Il fegato è uno degli indicatori più sensibili dello stato metabolico generale.

Obesità, alcol, insulino-resistenza e infiammazione cronica stanno contribuendo all’aumento delle malattie epatiche, che possono progredire sino a forme avanzate. In particolare, la steatosi epatica metabolica può evolvere anche verso il tumore senza passare necessariamente dalla cirrosi, rendendo cruciale la prevenzione precoce.

 

La nuova idea di prevenzione e il ruolo della nutraceutica

Dal fronte metabolico e cardiovascolare emerge la necessità di approcci sempre più personalizzati, soprattutto nell’era dei nuovi farmaci anti-obesità, che modificano appetito, introito calorico e composizione corporea.

In questo scenario, l'attenzione della ricerca si sta spostando dai singoli nutrienti ai meccanismi biologici dell'invecchiamento cellulare. Alcuni composti di origine vegetale, come polifenoli e altri bioattivi, sembrano agire sui sistemi di difesa dell'organismo modulando infiammazione, stress ossidativo e risposte metaboliche.

 

Le evidenze presentate durante il convegno mostrano con chiarezza quanto alimentazione, microbioma, gestione dello stress, attività fisica e qualità delle esposizioni quotidiane influenzino il modo in cui invecchiamo. La nutraceutica può avere un ruolo importante ma solo all’interno di una visione integrata della salute e della prevenzione”, ha dichiarato Giulio Gandolfi, Presidente e Amministratore Delegato di Solgar Italia & Beo di Nestlé Health Science. “Per questo realizziamo attività per supportare la divulgazione scientifica in maniera costante, anche attraverso le collaborazioni con gli atenei, per favorire l’aggiornamento scientifico di tutti i professionisti della salute, la cultura della prevenzione e il dialogo internazionale”.

 

I relatori e i principali risultati scientifici

Howard Sesso, Associate Professor of Medicine presso Harvard Medical School e Associate Professor of Epidemiology presso Harvard T.H. Chan School of Public Health

Ha sottolineato come la prevenzione delle malattie metaboliche debba essere costruita “a fondamenta”, partendo da stili di vita, alimentazione e fattori di rischio modificabili. Particolare attenzione è stata dedicata all’aumento globale delle patologie del fegato legate a obesità e alcol e al ruolo della prevenzione precoce già in età pediatrica.

 

Immaculata De Vivo, Professor of Medicine presso Harvard Medical School e Professor of Epidemiology presso Harvard T.H. Chan School of Public Health

Ha approfondito il legame tra stress, invecchiamento cellulare e telomeri, evidenziando come fattori psicologici e biologici siano strettamente interconnessi nei processi di longevità e resilienza.

 

Aedin Cassidy, Professor of Nutrition & Preventive Medicine and Director for Interdisciplinary Research presso l’Institute for Global Food Security della Queen’s University Belfast e collaborator with the Harvard T.H. Chan School of Public Health

Ha evidenziato il ruolo dei modelli alimentari complessivi nella prevenzione delle malattie croniche, spostando il focus dai singoli nutrienti alla qualità globale della dieta. Centrale il ruolo dei composti bioattivi come i polifenoli nella protezione cardiovascolare e metabolica.

 

Nicola Segata, Professore ordinario al Dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale e Integrata (CIBIO) dell’Università di Trento e Postdoctoral Fellow della Harvard T.H. Chan School of Public Health

Ha illustrato come il microbioma umano sia un ecosistema dinamico e fortemente influenzato da dieta, ambiente, antibiotici e relazioni sociali. Le più recenti analisi metagenomiche mostrano forte variabilità individuale e crescente rilevanza del microbioma nella salute metabolica e immunitaria.

 

Antonio Paoli, Prorettore al Benessere e allo Sport dell’Università di Padova, Professore di Scienze dell’Esercizio Fisico e dello Sport e responsabile del Nutrition and Exercise Science Laboratory del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova

Ha approfondito il ruolo del digiuno intermittente e del time-restricted eating in combinazione con l’esercizio fisico, evidenziando effetti su composizione corporea, metabolismo e salute cerebrale.

Molto rilevante la relazione tra finestre alimentari, ritmo circadiano e adattamenti metabolici.

 

Diego de Stefani, Professore ordinario di Biochimica del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova

Ha descritto i mitocondri come organelli dinamici e centrali nella regolazione dell’energia cellulare, del metabolismo e della morte cellulare. Focus sul ruolo del calcio mitocondriale e sui meccanismi molecolari dell’invecchiamento cellulare.

 

Patrizia Burra, Professoressa ordinaria di Gastroenterologia del Dipartimento di Scienze Chirurgiche, Oncologiche e Gastroenterologiche dell’Università di Padova

Ha evidenziato il crescente impatto delle malattie del fegato su base metabolica e alcolica, sottolineando il ruolo cruciale della prevenzione precoce e dello stile di vita. Centrale il legame tra steatosi, infiammazione e progressione verso la fibrosi.

 

A proposito di Solgar®

Dal 1947, Solgar® è pioniera nella scienza della nutrizione, dedicandosi alla realizzazione di integratori di alta qualità pensati per accompagnare il benessere lungo tutto l’arco della vita. Con un impegno costante verso l’eccellenza, Solgar® produce i propri integratori in piccoli lotti, utilizzando materie prime selezionate.

Scelto e apprezzato da consumatori e professionisti della salute in oltre 60 Paesi, il brand rappresenta un punto di riferimento nel mondo delle vitamine e degli integratori. Attualmente Solgar® offre un catalogo di oltre 400 prodotti, sviluppati per integrarsi nella dieta quotidiana e rispondere a diverse esigenze nutrizionali.

Ogni prodotto riflette l’approccio scientifico del brand, i suoi rigorosi standard qualitativi e l’attenzione per una nutrizione responsabile, con formule sviluppate per accompagnare le esigenze del benessere quotidiano.

 

Per informazioni:

Edelman - ufficio stampa Solgar Italia 

Bianca Savonarola - Tel: 340-8352261 - [email protected] 

Nestlé – Relazioni esterne
[email protected]