Nestlé e sussidi europei per l'agricoltura

Molto spesso quando si parla della Politica agricola comunitaria e dei sussidi che l’Unione europea concede a chi opera nel settore agricolo si sente dire che Nestlé sarebbe fra i maggiori beneficiari di questo sistema, incassando cifre altissime.

In realtà, Nestlé non guadagna nulla dai sussidi che riceve: questi infatti servono soltanto a compensare la differenza fra il prezzo delle materie prime prodotte in Europa e quello ben più basso degli stessi prodotti reperibili sul mercato mondiale. Se l’UE non rimborsasse questa differenza, Nestlé non potrebbe continuare a comprare materie prime dalle aziende agricole europee per i prodotti da esportazione, che devono mantenere un prezzo competitivo anche sul mercato mondiale. In ogni caso, l’ammontare dei rimborsi ricevuti da Nestlé è calato dal 2000 in avanti, fino a diventare una cifra insignificante già nel 2010.

Infine, Nestlé non condivide il sistema protezionistico dei Paesi industrializzati, perché ha pesanti ricadute sull’agricoltura dei Paesi in via di sviluppo visto che ne impedisce l’importazione di materie prime chiave per lo sviluppo della loro economia.